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Migranti, Parolin all’Onu: i governi si impegnino ad agire sulle cause

© UN foto/Amanda Voisard
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Il porporato ha ribadito che le questioni devono essere affrontate attraverso la «diplomazia e il dialogo», e ha chiesto di «non abbandonare» chi ha trovato rifugio nei campi profughi

«Identificare e agire sulle cause che spingono milioni di persone a lasciare le loro case», e un rinnovato e comune impegno «da parte di governi e comunità internazionale» per giungere alla fine completa di ogni «conflitto, odio e violenza, e i perseguire pace e riconciliazione». Questa la strada per affrontare efficacemente e risolvere la situazione dei migranti, indicata dal segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, nel suo intervento al primo vertice dell’Onu sui rifugiati, in corso a New York. Parolin, che guida la delegazione della Santa Sede, è intervenuto ieri e il suo discorso è stato diffuso oggi dalla sala stampa vaticana.

Il porporato ha ribadito la convinzione di papa Francesco, che le questioni vadano affrontate attraverso la «diplomazia e il dialogo», ha ricordato la situazione dei cristiani vittime di «persecuzione religiosa» e chiesto di «non abbandonare» quelli di loro che hanno trovato rifugio nei campi profughi.

Il cardinale Parolin, – concordando con il segretario dell’Onu, che ha elencato tra le cause del movimento migratorio – «conflitto, violenza, persecuzione, repressione politica e serie violazioni dei diritti umani», – ha ribadito la richiesta di «limitare fortemente e controllare la fabbricazione e la vendita di armi» visto che la «proliferazione di ogni tipo di armi aggrava le situazioni di conflitto e ha costi umani e materiali altissimi, provocando ampi movimenti di rifugiati e migranti, e minando profondamente lo sviluppo e la ricerca di una pace duratura».

Affrontare la questione migratoria, ha detto il segretario di Stato del Papa, richiede «forza e volontà politica». Concludendo Parolin ha ricordato il problema, cui il Papa è particolarmente sensibile, di quanti sono costretti a migrare per povertà e mancanza di cibo e non per motivi politici: non avendo lo status di rifugiati costoro non hanno «alcun tipo di protezione legale, ma soffrono molto e sono più vulnerabili da parte di trafficanti di esseri umani, e diventano vittime di varie forme di schiavitù. Per tutto questo, il cardinale Parolin ha sollecitato una azione efficace contro le «cause strutturali» dei vasti fenomeni migratori del nostro mondo, invitando anche alla protezione dell’ambiente, alla occupazione, all’accesso alla educazione e alla protezione della famiglia.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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