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Omosessuali e trans in Paradiso nel duomo di Terni? Una pittura new age!

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I dipinti di Ricardo Cinalli hanno poco a che fare con le Sacre Scritture. Dall’imitazione del ‘400 a Gesù nudo

La Madonna che regge il bambino nudo sottolinea l’incarnazione dello stesso: è totalmente Dio, ma anche totalmente carne. La tradizione non ha mai previsto l’esposizione dei genitali di Gesù da adulto, ma esclusivamente da bambino. Anche qui siamo di fronte ad una “rilettura new age” della tradizione.

I “FAGOTTI” DEL CRISTO

Ma sempre da un punto di vista iconografico c’è qualcosa di profondamente sbagliato: Cristo sale al cielo con due “fagotti della spesa”, le due retine con i “pesciolini” appena pescati… Ma che non sono felici di andare in cielo: tra loro solo uno fa il gesto della preghiera! Piuttosto sembrano tutti presi di peso e portati in paradiso contro la volontà degli stessi uomini. Ma Cristo non salva nessuno che non voglia essere salvato. L’uomo è totalmente libero di aderire al progetto di salvezza. Se non c’è il fiat Dio non ti “costringe” al paradiso contro la propria volontà.

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SALVEZZA E CONVERSIONE

Ecco qui l’errore teologico: se non c’è conversio ad Christi fidem non c’è salvezza! Non si può pensare di rappresentarla con due “buste della spesa” che vengono portate in Paradiso. Non c’è una compartecipazione, inoltre, degli attori nella scena del dipinto: ci sono alcune figure che escono dalle tombe ma non vengono salvate, altre sì.

IL ROSARIO DI MICHELANGELO

Nel Giudizio Universale di Michelangelo si vedono le figure umane salvate che si arrampicano per mezzo del rosario, è il rosario che li porta su, la preghiera, l’adesione alla vita cristiana. In questo caso sono presi, messi nei sacchi e portati su.

MANCA L’ADESIONE ALLA GRAZIA DIVINA

Tra loro ci sono gli omosessuali? Una persona con tendenza omosessuale che vive in vita di preghiera costante e continua, perché non dovrebbe aspirare al Paradiso? Il problema non è la ridicola questione della presenza di trans o gay, ma l’adesione della volontà, del libero arbitrio alla Grazia divina. Tutta la grande pittura sacra cristiana ha messo in evidenza il rapporto tra grazia e libertà dell’uomo.

I DUE ERRORI DEL CARAVAGGIO

Un rapporto, quest’ultimo sempre rispettato anche in artisti controversi come Caravaggio, che nella sua brillante carriera ha commesso solo due errori: la prima versione di “Matteo e l’angelo”, dipinto rifiutato perché Matteo, esterrefatto scriveva il Vangelo con la mano dell’angelo che lo guidava. Ma i Vangeli non dicono questo: l’uomo scrive attraverso Dio senza nessuna “guida”. Nella seconda versione, infatti, l’angelo parla a Matteo, che ascolta e scrive con le sue mani.

LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO

L’altro dipinto è la prima versione della “Conversione di San Paolo”: Cristo entra in scena in modo irruento e spezza un ramo di pioppo.

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