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Benedetto XVI contro il celibato dei sacerdoti? Ecco perché l’accusa non regge

Marcin Mazur/UK Catholic
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Nell'intervista a Seewald ha smentito che la firma ad un discutibile documento del 1970 invertisse il suo pensiero. Ma vediamo cosa dicono i suoi testi

Benedetto XVI, un sostenitore dell’addio al celibato per i preti? Il Papa emerito sgombra il campo da ogni possibile dubbio. E lo fa nel libro-intervista di Peter SeewaldUltime conversazioni” (Garzanti).

In realtà la sua approvazione per il celibato sacerdotale non è mai stata messa in discussione. Il caso, in particolar modo, era stato sollevato in un articolo della Sueddeutsche Zeitung (28 gennaio 2011) (e pubblicato con una traduzione in italiano da Il dialogo.org), in cui si citava un documento sottoscritto da nove teologi, tra cui il giovane vescovo Joseph Ratzinger. Si legge sull’autorevole giornale tedesco:

Lo avevano redatto il 9 febbraio 1970 in considerazione di una “situazione problematica della Chiesa” e lo avevano mandato “in spirito di profondo rispetto” a tutti i vescovi tedeschi. Oggi il contenuto può essere considerato senza dubbi come sensazionale. Essi chiedono insistentemente ai vescovi di mettere il celibato sotto esame: “Le nostre riflessioni riguardano la necessità di una persuasiva revisione e di una osservazione differenziata della legge sul celibato della Chiesa latina per la Germania e della Chiesa mondiale in generale”.

DA RAHNER A SEMMEIROTH

Fra i promotori dell’appello si contano teologi di fama come Karl Rahner e Otto Semmelroth, ma anche rampanti, come Karl Lehmann, Walter Kasper e Joseph Ratzinger.

“Tutti” gli autori del memorandum sono “convinti che una verifica [del celibato obbligatorio], a livello ecclesiastico alto e sommo, è ormai necessaria”, vi si dice. Prescindendo dalle conclusioni della discussione il sacerdozio celibatario resterebbe valido come autentica e reale possibilità. “Chi peraltro fin dall’inizio considera un chiarimento di questo genere come superfluo, ci sembra avere meno fiducia nella forza di questo suggerimento del Vangelo e nella misericordia di Dio, della quale poi in altra sede ritiene che essa – e quindi non la nuda legge – operi questo dono di grazia del Cristo”.

“FIRMAI PER AMICIZIA”

Benedetto XVI a distanza di cinque anni da quell’articolo spiega nell’intervista a Seewald come andarono realmente le cose:

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