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Le 10 ragioni per assumere una persona che è stata scout, secondo la rivista Forbes

André Jörg / Scouterna-CC
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Leggere su un curriculum che una persona è stata scout garantisce che ha capacità fondamentali per il mercato lavorativo attuale

È creativo

Trova da molti anni soluzioni creative a situazioni avverse. Ha dovuto improvvisare tetti di fronte a tempeste improvvise, inventarsi un gioco di vichinghi che motivi 100 bambini per 15 giorni o organizzare una campagna di raccolta fondi per coprire le spese di un campo di lavoro in Siria.

Rispetta la sua scala di valori e la sua parola

È abituato a programmare e a svolgere attività basate sui valori scout, che hanno un contesto ben definito (qualcosa come il “codice etico” a cui ci riferiamo nel mondo professionale). Questo suscita in lui la necessità di credere ai progetti di cui fa parte e di allinearli ai suoi interessi e alle sue passioni. La verità, la nobiltà, la giustizia, la solidarietà e il rispetto per la parola data sono valori inamovibili.

Sa guidare ed essere guidato

Fin da quando ha 6 anni prende decisioni e lavora a vari progetti contemporaneamente. In alcuni di questi guida, in altri è guidato dai suoi compagni. Quando guida lo fa con consenso e fiducia, mettendosi nei panni degi altri ed essendo coerente nelle sue decisioni. Quando viene guidato lavora in équipe con rispetto, promuovendo il consenso e la coesione.

È empatico

Come in un’azienda, in un gruppo scout convivono bambini e bambine di tutti i tipi, di età, capacità e interessi diversi. L’empatia gioca un ruolo essenziale per la convivenza e l’aiuto reciproco. Uno scout ha imparato che non tutti devono portare lo stesso peso nello zaino, ma che questo si distribuisce in base alle capacità di ciascuno, o che l’escursione migliore non è quella che arriva più in alto, ma quella che è alla portata di tutto il gruppo.

Valorizza lo sforzo

Fin da piccoli, le attività della vita scout, molto legate alla natura, devono essere indirizzate perché si impari a superarsi anche quando si crede di non avere più le forze neanche per compiere un altro passo, a sorridere davanti alle difficoltà e a sforzarsi per raggiungere tutto quello che ci si propone.

Sa porsi degli obiettivi e valutarli

Fin dai 6 anni, lo scout fa pratica nel proporsi degli obiettivi, sia personali che di équipe, per poi valutarsi e ricevere la valutazione altrui. Il feedback construttivo è quindi una pratica che uno scout domina alla perfezione quando inizia la sua vita lavorativa.

È generoso

“Dare” e “condividere” sono i verbi più presenti nella vita scout. L’acqua che resta in una borraccia non è del suo proprietario, ma di chi ne ha più bisogno, e un educatore può arrivare a investire 1.000 ore all’anno come volontario, dedicate a educare i bambini ad essere persone migliori.

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