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A Genova tutto pronto per il 26° Congresso eucaristico in Italia

Vatican Insider - pubblicato il 11/09/16

Saranno oltre 10mila le presenze di fedeli, oltre 600 volontari, rinforzi alle forze dell’ordine da impiegare, in moduli variabili a seconda degli impegni ufficiali sul territorio, cabine di regia per il coordinamento della sicurezza e per l’assistenza: sono questi alcuni dei dati centrali del lavoro che la prefettura di Genova attraverso i vari comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza sta portando avanti in previsione del Congresso eucaristico nazionale che si terrà a Genova dal 15 al 18 settembre prossimi, e che torna dopo oltre 90 anni. L’ultima volta fu nel 1923 dal 5 al 9 settembre sul tema «Cristo, mediatore tra Dio e gli uomini». 

I tre punti centrali del Congresso: la Processione eucaristica che si svolgerà il 17 settembre alle 18 dal «Porto Antico» alla cattedrale di san Lorenzo, l’ostensione in mare e la Messa conclusiva prevista per il 18 alle 10,30 presieduta dal presidente della Cei Angelo Bagnasco e concelebrata da settanta tra vescovi e cardinali in piazzale Kennedy. E tutto è quasi pronto, anche dal punto di vista organizzativo e della sicurezza, perché la tre giorni sia un momento di fede e raccoglimento spirituale. 

In una lunga intervista al Secolo XIX il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo della città che ospita il Congresso, e delegato dal Papa ha parlato di un evento importante e sentito: «La presenza di tanti vescovi e tante persone, genovesi e provenienti da tutta Italia, sarà già un segno: credenti, non credenti e diversamente credenti potranno percepire già da questo l’importanza di quella che è una grande assise fatta di momenti collegiali e gruppi più ristretti, durante la quale Genova sarà al centro dell’attenzione nazionale».  

E a proposito di critiche sull’incontro che pare desueto nella società secolare, Bagnasco ha risposto aprendo un confronto serrato con un laicismo sempre più indifferenze al fenomeno religioso e spesso con punte di anticlericalismo. «No, il laicismo è una caricatura della vera laicità, una versione estremamente miope: volendo escludere Dio e la religione dall’ambito pubblico, il laicismo non riconosce la persona nella sua interezza, è come togliere a un uomo un braccio, anzi molto di più. Da cattolici, ci dobbiamo confrontare con tutto ciò che ci circonda e con le altre religioni tra cui l’islam, partendo dalla nostra identità. Ma la sfida decisiva è proprio quella col laicismo». 

Una bella iniziativa si svolgerà nella centrale parrocchia di Santa Maria dei Servi di Genova – da cui si muoverà la processione dei «Cristi artistici» delle Confraternite del 18 settembre, che porterà alla Celebrazione eucaristica conclusiva del Congresso eucaristico nazionale (Cen) – è il luogo in cui, per iniziativa di alcuni fedeli laici genovesi, venne invitato il vescovo venezuelano monsignor Nunez José Nunez Viloria, vescovo emerito di Ciudad Guayana, a presiedere il 19 dicembre 1999 un’ora di adorazione eucaristica.  

A fare il punto sull’adorazione eucaristica, alla vigilia del grande appuntamento che vedrà convergere nella città della Lanterna, a partire da giovedì prossimo, centinaia di persone provenienti da diocesi, associazioni e movimenti è Enrico Remondini, socio fondatore della Caep (Cappella Adorazione eucaristica perpetua) di Genova, ricordando che attualmente l’Italia dispone di circa 65 cappelle di adorazione eucaristica perpetua, frequentate da almeno 20mila persone a settimana che si inginocchiano in silenzio davanti al Santissimo Sacramento. Genova, rispetto alle altre Caep, ha precorso i tempi: se il primato in assoluto spetta infatti alla basilica di Sant’Anastasia al Palatino, quello genovese precede tutte le altre Caep d’Italia.  

Dopo un gemellaggio nel 1998 con il Maryland e sette anni di attesa, il 1° maggio del 2004 si è aperta a Genova la prima Caep, presso la parrocchia del SS. Sacramento, in via G.B. Monti, angolo via Farini nel quartiere di San Pier D’Arena. Da allora l’apertura di Caep in Italia continua a moltiplicarsi grazie al lavoro instancabile di padre Justo Antonio Lo Feudo, sacerdote missionario della SS Eucaristia, colui che ha aperto oltre il 65% delle Caep italiane. 

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