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Galantino: mi auguro che Roma sia governata e possa risolvere i suoi problemi

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«Mi auguro che Roma sia governata così da rispondere ai problemi dei cittadini ed essere davanti al mondo ciò che merita di essere. Credo che sia l’augurio di chiunque abiti questa città». Il vescovo Nunzio Galantino, segretario della Cei, così risponde alla domanda della Stampa sulla situazione in Campidoglio, a poche ore dal suo primo incontro con Virginia Raggi. Quello in programma oggi al Camping Roma Village, al festival dell’Azione cattolica dei Ragazzi, non è un summit politico-istituzionale: il vescovo, la sindaca, insieme a Filomena Albano dell’Autorità garante per l’infanzia, riceveranno dalle mani dei ragazzi delle richieste su famiglia, salvaguardia del creato e partecipazione alla vita delle città. Ognuno sarà chiamato a prendere un impegno per l’istituzione che rappresenta. Non ci sarà, dunque, nessun match in pubblico tra la Raggi e il numero due dei vescovi italiani. 

Le parole di Galantino sono sulla stessa linea di quelle del cardinale Pietro Parolin: «La situazione che si è creata a Roma – ha detto il Segretario di Stato – non crea quell’ambiente di serenità che permette di lavorare a favore della gente».  

Un alto prelato della Santa Sede, che chiede l’anonimato, osserva a proposito delle polemiche di questi giorni: «Figuriamoci se il Pd si lasciava sfuggire questa occasione di rivincita su chi gli ha soffiato il Campidoglio. Ma certo che i Cinque Stelle non si stanno dimostrando molto capaci…». 

Nel web si leggono commenti critici verso la sindaca da parte dell’ala più anticlericale dei grillini: le imputano troppa contiguità con i sacri palazzi. Prima l’udienza con il Papa, poi la presenza domenica scorsa in piazza alla canonizzazione di Madre Teresa. In realtà, al di là di occasioni istituzionali e di corretti rapporti di buon vicinato con il Vicariato – in particolare con il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi – non esistono assidue frequentazioni o canali di dialogo privilegiato con la nuova amministrazione. Come pure, fino ad ora, nessuna speciale collaborazione è stata messa in atto per il Giubileo che ha già portato nella capitale 15 milioni di pellegrini. 

Gli auspici perché la giunta Raggi possa mettersi al lavoro non rappresentano dunque degli appoggi, ma nemmeno intendono ritirare l’apertura di credito dovuta a chiunque abbia ottenuto un mandato dagli elettori. Esprimono piuttosto una preoccupazione. Come quella espressa in un corsivo del quotidiano cattolico «Avvenire», che definisce l’eventuale no alle Olimpiadi da parte del Campidoglio come una rinuncia a governare. O come quella per i trecento migranti abbandonati a se stessi, che bivaccano tra il cimitero del Verano e la Tiburtina. L’elemosiniere del Papa insieme ai volontari della Caritas e delle parrocchie provvedono il cibo. E sperano che il Comune possa fare qualcosa. 

«In Italia i centri di ascolto e di servizi delle parrocchie e delle diocesi sono 3250 – conclude Galantino -. Sono sostenuti dall’8 per mille e da benefattori, aiutano poveri italiani e stranieri. Non aprono o chiudono a seconda del colore politico delle bandiere che sventolano sui municipi». Come dire: nell’aiutare le persone, sempre più numerose, che si trovano nel bisogno, c’è spazio per collaborare con tutti. 

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI 

Questo articolo è stato pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano La Stampa  

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