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San Longino, la lancia che ferì Cristo e il potere di Hitler

Emanuele Iannone -CC / Bundesarchiv-CC
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Secondo la tradizione, il centurione Longino fu colui che trafisse il corpo di Gesù, e alla sua lancia si attribuivano poteri miracolosi

Uno dei primi atti ufficiali di Hitler fu andare fino a Vienna in processione, arrivare al museo e prendere fisicamente possesso della Lancia del Destino. Hitler credeva di possedere il potere per conquistare il mondo, visto che, come racconta il Vangelo di San Giovanni, il soldato romano che ferì il corpo di Cristo realizzò senza saperlo le profezie dell’Antico Testamento (le ossa di Cristo non sarebbero state spezzate). Se non avesse fatto ciò che ha fatto, il destino dell’umanità sarebbe stato diverso. Secondo San Matteo e San Marco, la vera natura di Cristo venne rivelata in quel momento al soldato Caio Cassio Longino.

Il 30 aprile 1945, la compagnia statunitense guidata dal tenente William Horn venne inviata alla ricerca del tesoro degli Asburgo. Per caso un proiettile aveva facilitato il compito dei soldati, lasciando alla vista l’entrata della volta, e su una base di velluto rosso scolorito venne ritrovata la lancia di Longino.

Il tenento Horn stese la mano e prese possesso della lancia in nome del Governo degli Stati Uniti. A un centinaio di chilometri di distanza, nel bunker di Berlino, quello stesso pomeriggio Adolf Hitler si toglieva la vita.

Il 7 gennaio 1946 il generale Patton restituì la lancia all’Austria, dov’è attualmente esposta nella Schatzkammer (Tesoro Imperiale), una delle collezioni del Palazzo Imperiale di Hofburg.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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