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San Longino, la lancia che ferì Cristo e il potere di Hitler

Emanuele Iannone -CC / Bundesarchiv-CC
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Secondo la tradizione, il centurione Longino fu colui che trafisse il corpo di Gesù, e alla sua lancia si attribuivano poteri miracolosi

La reliquia di Costantinopoli cadde in mano ai turchi, e nel 1492, in circostanze minuziosamente descritte nella “Storia dei Papi” di Pastor, il sultano Bayezid la inviò a Innocenzo VIII per guadagnarsi i suoi favori nella vicenda riguardante il fratello Zizim, prigioniero del papa.

Da allora la reliquia non ha mai abbandonato Roma, dove si conserva sotto la cupola di San Pietro. Benedetto XIV dichiarò che Parigi possedeva la parte inferiore della reliquia della lancia (visto che era divisa in due) e che era nelle mani del re francese Luigi IX, che la custodì nella Sainte-Chapelle fino a quando non venne distrutta durante la Rivoluzione Francese.

C’è poi la presunta scoperta della Sacra Lancia ad Antiochia grazie alla rivelazione di Sant’Andrea nel 1098, durante la Prima Crociata. Secondo agiografi gesuiti e molte altre autorità, si credeva, come abbiamo detto in precedenza, che la lancia trovata a Costantinopoli fosse caduta in mano ai turchi e fosse stata in seguito inviata da Bayezid a papa Innocenzo, ma in base ad alcune ricerche sembra che si tratti della stessa reliquia oggi custodita gelosamente ad Etschmiadzin, in Armenia.

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Un’altra lancia che pretende di essere quella che produsse la ferita nel costato di Cristo viene custodita tra le insegne imperiali a Vienna ed è nota come Lancia di San Maurizio. Quest’arma venne utilizzata dal 1273 nella cerimonia di incoronazione dell’imperatore d’Occidente, e da tempo fa parte dell’emblema dell’investitura. Nel 1424 finì a Norimberga, e probabilmente si tratta della lancia conosciuta come quella dell’imperatore Costantino, che vi incastonò un chiodo o una parte di un chiodo della crocifissione.

Un’altra lancia che si dice risalga alla Passione di Cristo si conserva a Cracovia (Polonia), ma anche se si afferma che sia rimasta lì per otto secoli è del tutto impossibile ricostruirne la storia.

La leggenda della lancia del destino e Hitler

La Ahnenerbe (Società per la Ricerca e l’Insegnamento sull’Eredità Ancestrale Tedesca) aveva tra i suoi obiettivi la Lancia del Destino, con la quale il centurione romano Caio Cassio Longino ferì Cristo al costato.

I nazisti credevano che la lancia che si trovava al Museo Hofburg di Vienna fosse quella autentica.

Hitler anelava a possedere la Lancia del Destino, alla quale si attribuivano grandi poteri. Si credeva che il leader che la possedeva beneficiasse dei poteri che emanava, sostenendo il destino del mondo nelle sue mani nel bene e nel male. Si supponeva che desse la vittoria eterna a chi la possedeva, e la sconfitta e la morte a chi l’avesse perduta.

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