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San Longino, la lancia che ferì Cristo e il potere di Hitler

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Emanuele Iannone -CC / Bundesarchiv-CC

Maria Paola Daud - Aleteia - pubblicato il 09/09/16

Secondo la tradizione, il centurione Longino fu colui che trafisse il corpo di Gesù, e alla sua lancia si attribuivano poteri miracolosi

Il centurione Caio Cassio Longino, che era alla guida dei soldati romani al momento della crocifissione di Gesù sul Golgota, è secondo alcune tradizioni cristiane colui che trafisse il costato di Cristo con una lancia, nota come “la Santa Lancia”.

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Il centurione soffriva di un’infezione agli occhi che gli impediva di vedere bene e lo aveva reso quasi cieco. Quando trafisse il costato di Gesù, un fiume di sangue e acqua gli bagnò il viso e guarì la sua infezione. In seguito si convertì e venne martirizzato. Viene anche identificato con il centurione che davanti alla morte di Gesù esclamò “Davvero costui era il Figlio di Dio!”

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Ma dove si trova la lancia?

Ci sono vari luoghi in cui si crede che si trovi la lancia di Longino. Alla fine del VI secolo veniva venerata a Gerusalemme una lancia che avrebbe trafitto il corpo del Nostro Salvatore, e la presenza di questa importante reliquia è testimoniata già un secolo prima da Cassiodoro e in seguito da Gregorio di Tours.

Nel 615 Gerusalemme venne conquistata da un tenente del re persiano Cosroe. Le sacre reliquie della Passione caddero in mano ai pagani, e la punta della Lancia, che era spezzata, venne donata nello stesso anno a Niceta, che la portò a Costantinopoli e la depositò nella chiesa di Santa Sofia.

La reliquia di Costantinopoli cadde in mano ai turchi, e nel 1492, in circostanze minuziosamente descritte nella “Storia dei Papi” di Pastor, il sultano Bayezid la inviò a Innocenzo VIII per guadagnarsi i suoi favori nella vicenda riguardante il fratello Zizim, prigioniero del papa.

Da allora la reliquia non ha mai abbandonato Roma, dove si conserva sotto la cupola di San Pietro. Benedetto XIV dichiarò che Parigi possedeva la parte inferiore della reliquia della lancia (visto che era divisa in due) e che era nelle mani del re francese Luigi IX, che la custodì nella Sainte-Chapelle fino a quando non venne distrutta durante la Rivoluzione Francese.

C’è poi la presunta scoperta della Sacra Lancia ad Antiochia grazie alla rivelazione di Sant’Andrea nel 1098, durante la Prima Crociata. Secondo agiografi gesuiti e molte altre autorità, si credeva, come abbiamo detto in precedenza, che la lancia trovata a Costantinopoli fosse caduta in mano ai turchi e fosse stata in seguito inviata da Bayezid a papa Innocenzo, ma in base ad alcune ricerche sembra che si tratti della stessa reliquia oggi custodita gelosamente ad Etschmiadzin, in Armenia.

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Un’altra lancia che pretende di essere quella che produsse la ferita nel costato di Cristo viene custodita tra le insegne imperiali a Vienna ed è nota come Lancia di San Maurizio. Quest’arma venne utilizzata dal 1273 nella cerimonia di incoronazione dell’imperatore d’Occidente, e da tempo fa parte dell’emblema dell’investitura. Nel 1424 finì a Norimberga, e probabilmente si tratta della lancia conosciuta come quella dell’imperatore Costantino, che vi incastonò un chiodo o una parte di un chiodo della crocifissione.

Un’altra lancia che si dice risalga alla Passione di Cristo si conserva a Cracovia (Polonia), ma anche se si afferma che sia rimasta lì per otto secoli è del tutto impossibile ricostruirne la storia.

La leggenda della lancia del destino e Hitler

La Ahnenerbe (Società per la Ricerca e l’Insegnamento sull’Eredità Ancestrale Tedesca) aveva tra i suoi obiettivi la Lancia del Destino, con la quale il centurione romano Caio Cassio Longino ferì Cristo al costato.

I nazisti credevano che la lancia che si trovava al Museo Hofburg di Vienna fosse quella autentica.

Hitler anelava a possedere la Lancia del Destino, alla quale si attribuivano grandi poteri. Si credeva che il leader che la possedeva beneficiasse dei poteri che emanava, sostenendo il destino del mondo nelle sue mani nel bene e nel male. Si supponeva che desse la vittoria eterna a chi la possedeva, e la sconfitta e la morte a chi l’avesse perduta.

Uno dei primi atti ufficiali di Hitler fu andare fino a Vienna in processione, arrivare al museo e prendere fisicamente possesso della Lancia del Destino. Hitler credeva di possedere il potere per conquistare il mondo, visto che, come racconta il Vangelo di San Giovanni, il soldato romano che ferì il corpo di Cristo realizzò senza saperlo le profezie dell’Antico Testamento (le ossa di Cristo non sarebbero state spezzate). Se non avesse fatto ciò che ha fatto, il destino dell’umanità sarebbe stato diverso. Secondo San Matteo e San Marco, la vera natura di Cristo venne rivelata in quel momento al soldato Caio Cassio Longino.

Il 30 aprile 1945, la compagnia statunitense guidata dal tenente William Horn venne inviata alla ricerca del tesoro degli Asburgo. Per caso un proiettile aveva facilitato il compito dei soldati, lasciando alla vista l’entrata della volta, e su una base di velluto rosso scolorito venne ritrovata la lancia di Longino.

Il tenento Horn stese la mano e prese possesso della lancia in nome del Governo degli Stati Uniti. A un centinaio di chilometri di distanza, nel bunker di Berlino, quello stesso pomeriggio Adolf Hitler si toglieva la vita.

Il 7 gennaio 1946 il generale Patton restituì la lancia all’Austria, dov’è attualmente esposta nella Schatzkammer (Tesoro Imperiale), una delle collezioni del Palazzo Imperiale di Hofburg.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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adolf hitlercrocifissionepassione di cristoreliquie
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