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Questa persona non dovrebbe essere sacerdote…e non solo perché è una donna!

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Robert Tong/Marin Independent Journal

Greg Kandra - pubblicato il 09/09/16

Gesù mi ha chiamato ad essere sacerdote. Ho iniziato a sentire il Signore che mi invitava. La gente ha cominciato a chiedermi se avevo mai pensato di diventare sacerdote. Queste domande hanno piantato un seme e nel corso del tempo non sono riuscito a ignorare il fatto che venivo attirato in questa direzione particolare.

Un seminarista di Chicago ha detto invece:

Un giorno ero in chiesa e ho letto qualcosa del tipo: “Se vuoi cercare di fare qualcosa per Dio, assicurati di farlo al 100%, perché tenere qualcosa per te intacca l’obiettivo di fare qualcosa per Dio”. Bam! Sono stato catturato, un pesce fuori dall’acqua senza via di fuga. Non sarei stato davvero felice con la carriera dei miei sogni, perché la stavo seguendo per me, e non per Dio. Nella mente mi si è accesa una luce, un’insegna al neon che brillava dicendo: SACERDOZIO. Per la prima volta in molto tempo, mi sono sentito in pace.

Per un senso più ampio di vocazione e chiamata, ecco questa testimonianza di una donna in Inghilterra che ha deciso di diventare suora:

Entrare nella vita religiosa come suora, sorella, fratello o sacerdote è alla fin fine una decisione d’amore. Come qualsiasi amore, a un certo livello è un po’ misterioso, e difficile da spiegare a qualcuno che non lo condivide. Se chiedeste a una coppia sposata “Cosa vi ha fatto decidere di sposarvi?” potreste sentirvi elencare le qualità dell’uno e dell’altro, gli interessi condivisi e così via, ma tutto questo non basterebbe a spiegare il semplice fatto che è alla base del rapporto di quelle due persone: l’amore. A un altro livello, tuttavia, è piuttosto lineare. Se trascorri tutta la tua vita con qualcuno e rimodelli la tua esistenza intorno a lui, se inizi a condividere amici e interessi, allora alla fine potresti pensare di sposarlo. Entrare nella vita religiosa per me è stato un riconoscimento del fatto che avevo incontrato questo tipo di amore che modella la vita.

Poi c’è Mary Alice Nolan: “Voglio iniziare usando un linguaggio inclusivo”. Davvero?

Aspettate. C’è di più.

Quando dico Messa voglio invitare tutti. Sono stata un’infermiera per 35 anni e sono esperta di cura nella fase del fine vita. Ora vorrei servire le persone anche in un modo spirituale”.

Come attesteranno innumerevoli persone, la chiamata a una vocazione è la chiamata di Cristo, o di Dio, o dei sussurri dello Spirito Santo nel cuore. Non si menziona l’amore. Non si menziona la preghiera. Manca quell’inesprimibile “qualcosa” che fa abbandonare la vita ordinaria per fare qualcosa di straordinario. La Nolan sta riducendo il sacerdozio a un mero mestiere. È qualcosa da fare! No. Non lo è. È qualcosa di molto più grande.

E la Messa non è qualcosa che ci si limita a “dire”. Viene celebrata, offerta, pregata.

Se un seminarista, qualche settimana prima di diventare sacerdote, desse questo tipo di risposta, gli verrebbe chiesto di prendere le sue cose e andarsene a casa. La signora Nolan riflette una comprensione della vocazione che è non solo poco informata, ma fondamentalmente “difettosa”. Non coglie il nocciolo della questione.

Mi viene in mente una cosa detta da un sacerdote appena ordinato qualche anno fa. Nel descrivere, infatti, il momento in cui giaceva prostrato sul pavimento di una cattedrale mentre veniva ordinato questo sacerdote mi disse di aver capito all’improvviso che quello sarebbe stato l’atteggiamento della sua vita – si stava gettando a terra per essere un ponte. Sarebbe esistito per far sì che la gente trovasse la strada verso Dio. È un atteggiamento di sottomissione, servizio, obbedienza e fede.

O meglio: sono qui per servire gli altri. Sono una via, una strada, un percorso. Il ministro di Dio è semplicemente uno scopo in vista di un fine, e tutto punta a Colui che è quel fine.

Per riferimenti futuri, se qualcuno dovesse chiederlo, è per questo che si dovrebbe voler essere un sacerdote cattolico romano.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
ordinazione sacerdotalesacerdoziosacerdozio femminile
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