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Come comportarsi quando l’angoscia attanaglia l'esistenza?

jim jackson

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 09/09/16

“Che devo fare, Signore? Aiutami a uscire da questa angoscia. « Innanzitutto accetta fino in fondo la tua sconfitta o, meglio, la sconfitta di tutti i tuoi tentativi di difenderti. Accetta la tua impotenza. Adesso Senza simulare una forza che non hai, e senza isolarti in qualche sogno di grandezza artistica o spirituale. Accetta la tua tristezza. Accetta di non essere stato amato come avresti voluto. Accetta che la tua famiglia era un po’ caotica e violenta. Accetta e lascia andare. Non giudicare più. Perdona. Hai creduto di doverti mettere al posto mio. Hai creduto di dover reggere tu il senso del mondo. E hai sentito tutta la disperazione di una sconfitta inevitabile e tutto lo sforzo di una tensione brutale che ti adulterava, ti rendeva rigido e scostante, ti toglieva la possibilità di amare e di donarti come avresti voluto. Perciò sei disperato e la vita ti sembra assurda e senza senso. Ora abbandonati, rilasciati a me, proprio dove hai più paura, dove ti contrai per difenderti e ti chiudi alla corrente fluente della vita. Non stare più allerta, prova a decontrarti, a rilassarti, a respirare. Prova a respirare adesso con me. Lasciati andare. Lo vedi che non cadi nel nulla? Lo vedi che puoi abbandonarti senza che tutto crolli? Anche morire è così: un abbandono più a fondo dentro una vita più piena. Non ti attaccare ad alcun pensiero. Non credere già di sapere. Non dare giudizi sulla vita, né su questo presente. Ogni paura è un’immagine bloccata, una sostanza congelata del pensiero. Non ti ci aggrappare, fluidificala invece con me. Non trattenere nulla. È scorrere la vita, ed è mutare. Non temere. La tua disperazione è vita trattenuta, mutilata, contraffatta. È vita mortificata, è la tua fede contraddetta da ciò che dovevi vedere. Ma ora sono io la piena nei tuoi occhi, la tua integrità, il cuore puro che amando fa crollare la paura». Signore, ora comprendo un po’, e tutto fa meno paura. Tutto è più dolce. La vita quasi mi culla, e mi ci abbandono, ed essa mi solleva. Imparo a essere senza sforzo, forse ad amare”.

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