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La Boschi ha chiamato Don Fortunato

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La Ministra delle Riforme ha inserito Meter nell’Osservatorio. La politica ha ascoltato il grido di un popolo a favore della difesa dei più piccoli

“C’è un popolo che sta con noi di Meter, gente comune, associazioni come il Forum delle Famiglie o l’Aiart che hanno scritto a nostro favore. E questo è un fatto positivo che ci ha fatto piacere, è davvero un fatto positivo. Ed è quello che ho detto alla Boschi quando mi ha chiamato pochi minuti fa”. Così Don Fortunato Di Noto racconta ad Aleteia la soddisfazione non tanto di veder sanata una piccola ingiustizia – come dicevamo ieri, l’esclusione dall’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia – quanto per il riconoscimento ricevuto spontaneamente dal mondo cattolico che si è mosso in modo autonomo, per chiedere “perché” e per l’inserimento di Meter nell’Osservatorio di cui – paradosso dei paradossi – è di fatto il fondatore. Cosa che è avvenuta in queste ore.

Il ministro Maria Elena Boschi non ha perso tempo e in poche ore ha chiuso il caso. Ha già comunicato al sacerdote di Avola la nuova decisione: nel nuovo Osservatorio ci siete anche voi, gli ha assicurato direttamente al telefono. L’esclusione è solo frutto di un errore perché “Meter svolge un lavoro decisivo” e perché siete stati, siete e sarete come sempre punto di riferimento “nella lotta senza quartiere alla pedofilia”.

In queste ore si è capito anche il perché della prima decisione. L’esclusione di Mater onlus è stata figlia non di un ragionamento, ma di un automatismo: le associazioni “nazionali” con collegamenti internazionali come Terres des Hommes, Unicef e Save the Children hanno una dimensione che le pone a livello di requisiti formali, oltre che per la loro azione benemerita, in una condizione di maggiore forza per accedere all’Osservatorio (Avvenire, 8 settembre)

“Con la Boschi grande serenità e rispetto nel nostro colloquio” prosegue Don Fortunato che aggiunge “io ho sempre avuto rispetto e fiducia nelle istituzioni, perché questa battaglia contro questa immane tragedia della pedofilia e della pedopornografia la si vince solo se siamo tutti insieme”.

La logica non è dunque automaticamente punitiva, ma è e resta sbagliata e incomprensibile. Meter è realtà apparentemente circoscritta, ma attivissima e soprattutto è “madre” dell’Osservatorio, che è nato – come sanno tutti coloro che si occupano da anni della battaglia contro ogni forma di abuso sui minori – da un’intuizione di don Di Noto. E se il Parlamento italiano fu il primo al mondo a occuparsi di pedofilia, fu ancora grazie a una mozione ispirata da don Fortunato. L’importante è che l’incidente sia stato subito chiuso, riavviando la fattiva collaborazione tra l’organismo del Governo e don Di Noto, che tra l’altro il ministro Boschi vedrà domenica prossima a Catania. E che un caso che non avrebbe dovuto mai aprirsi non offuschi più la buona notizia dell’impegno del Dipartimento Pari Opportunità a garantire la prosecuzione dell’attività dell’Osservatorio.

Siamo felici di come si sono mosse le istituzioni: con prontezza e con umiltà, brava è stata la Ministra Maria Elena Boschi a superare le burocrazie del Dipartimento e sanare una ferita. Ha fatto politica, e l’ha fatta nella direzione giusta: il bene della comunità.

In una nota dell’Associazione, Don Fortunato ribadisce:

“Sono molto grato alla ministra Boschi per la cortesia che mi ha usato nel telefonarmi”, dice il sacerdote siciliano. Che aggiunge: “Il ministro mi ha spiegato la situazione e ha invitato ad incontrarci di persona. Credo ci siano le basi per appianare questa svista, e gli chiederò di venire ad Avola (Sr) alla nostra sede nazionale. Ci racconteremo un po’ di cose – dichiara don Di Noto – e gli racconterò, con la mia barba bianca, che per ogni cosa e in ogni cosa c’è una storia d’amore e di lotta”

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