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Recitare la Preghiera di Gesù: Misericordia ad ogni respiro

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Come una semplice richiesta senza tempo ci permette davvero di “pregare incessantemente”

Impara la preghiera “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore” e recitala.
54 modi per essere misericordiosi durante l’Anno Giubilare della Misericordia

Pur essendo stata allevata nel cattolicesimo, non avevo mai sentito parlare della Preghiera di Gesù, almeno non nella forma in cui è recitata da secoli dai cristiani ortodossi. La formula più semplice di questa breve richiesta ripetitiva – “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore” – mi era ovviamente vagamente familiare per via delle storie evangeliche che richiama: la cura del cieco (Marco 10, 46-52), la confessione del pubblicano (Luca 18, 9-14)…

In qualche modo, è una versione più elaborata del Kyrie eleison, l’altra litania che ereditiamo dall’Oriente. Sono stata allevata (e sono tornata) nella pratica di pregare in silenzio “Mio Gesù, misericordia!” all’elevazione del calice a Messa, ma nel messale o nel libro di preghiere della mia infanzia non c’era alcuna Preghiera di Gesù.

È stato mio marito, devoto alla liturgia e alla spiritualità bizantina, a introdurmi alla Preghiera di Gesù. La ripetizione di questa preghiera è fondamentale per la tradizione contemplativa cristiana orientale nota come esicasmo (dal greco “stare in silenzio”), o preghiera del cuore, come viene spesso chiamata in Occidente. Resa popolare da un classico spirituale russo anonimo del XIX secolo, La Via di un Pellegrino, la Preghiera di Gesù è associata alla sorta di pia contemplazione continua che San Paolo definiva “pregare incessantemente” (1 Tessalonicesi 5, 17). La preghiera è così amata dai cristiani orientali (e ora sempre più anche da quelli occidentali) che si dice sia la preghiera cristiana più recitata dopo il Padre Nostro e l’Ave Maria.

Diventare preghiera

La Via di un Pellegrino racconta il viaggio di un religioso mendicante per la Russia alla ricerca di un modo per pregare incessantemente. Il pellegrino incontra uno starec (l’equivalente bizantino di un direttore spirituale), che gli insegna la Preghiera di Gesù e lo istruisce in una forma di pratica ripetitiva che lo aiuterà a passare dal recitare quelle parole ad alta voce a pregarle in silenzio, finché alla fine tutto il suo essere non diventerà la preghiera stessa.

Anche se alcuni commenti paragonano questa pratica al canto di un mantra induista o buddista, c’è una differenza fondamentale. La meditazione non cristiana cerca di svuotare la mente e di cancellare la consapevolezza di sé, mentre la pratica della Preghiera di Gesù è intesa a riempire la mente, il cuore e l’anima con la presenza misericordiosa di Gesù, per contemplare quella presenza nello stupore e nell’amore, per sperimentare l’io in intima comunione con Lui ad ogni respiro, di modo che perfino (soprattutto!) per “me, peccatore” il mondo sia effuso di misericordia e grazia, e tutto sia una continua lode.

Un mondo bisognoso di misericordia

Papa Francesco sapeva cosa stava facendo quando ha indetto questo Anno Giubilare della Misericordia – e sapeva anche, credo, che un appello alla misericordia sarebbe stato osteggiato dal mondo, dalla carne e dal Diavolo, che disprezza la misericordia.

Trovo difficile ricordare un’epoca nella Chiesa o nel Paese o sul pianeta in cui la misericordia sia stata così necessaria e così assediata su ogni fronte.

La preghiera incessante è diventata il minimo necessario per navigare in questa oscurità aggrappandoci alle nostre piccole e tremolanti candele di grazia. Il suggerimento di questa settimana per praticare la misericordia nell’Anno Giubilare – imparare la Preghiera di Gesù e usarla – non potrebbe essere quindi più utile.

Ho recitato la Preghiera di Gesù con regolarità mutevole da quando l’ho imparata più di quarant’anni fa, e ora è tornata tra le mie preghiere quotidiane. Se volete inserirla nella vostra vita di preghiera, o rinnovare il vostro legame con lei, ecco qualche suggerimento:

Non ci sono modi “sbagliati” di recitare la Preghiera di Gesù, a meno che non la si usi come un incantesimo o un mantra New Age.

Ripetete la preghiera usando un rosario. I monaci orientali contano le recite della Preghiera di Gesù sui grani del rosario. Potreste aggiungere la Preghiera di Gesù dopo ogni decina del rosario (insieme alla preghiera di Fatima, che ne è un complemento) o alla Coroncina della Divina Misericordia, o recitarla semplicemente su ciascun grano del rosario. È un ottimo modo per iniziare un uso vocale della preghiera.

Adattate la preghiera alla vostra respirazione. Pregate “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio” lentamente quando inspirate e “abbi misericordia di me, peccatore” lentamente quando espirate. Trovo questa pratica molto utile quando si ha a che fare con paura, ansia, dolore o insonnia – cose molto comuni per tanti di noi.

Concentratevi sulle parole mentre ne contemplate il significato. “Signore” riconosce la nostra sottomissione alla volontà di Dio e il fatto di credere alla sua provvidenza. “Gesù Cristo” – il nome al di sopra di tutti i nomi – è una preghiera potente che contiene ogni preghiera. “Figlio di Dio” è il titolo che ci inserisce nella comunione salvatrice della Trinità.

“Abbi misericordia” implora il Salvatore di far cadere la doccia guaritrice e confortatrice del suo perdono, del suo amore e della sua grazia. “Di me” è una preghiera personale perché la mia vita venga trasformata, perché io possa essere misericordiosa nei confronti degli altri. “Peccatore” – la prima forma della preghiera terminava con “di me”, ma l’aggiunta riconosce che non ce la faccio, che contribuisco alla mancanza di misericordia nel mondo e che la Grazia di Dio è del tutto immeritata. Questo tipo di contemplazione diventa davvero preghiera del cuore, come l’intero messaggio di salvezza è contenuto in queste poche parole.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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