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Si può tenere in casa o bere l’acqua benedetta?

Didgeman

Padre Henry Vargas Holguín - pubblicato il 06/09/16

Uso per esorcizzare: L’uso dell’acqua benedetta, tra molte altre cose, è una protezione efficace contro l’influsso del diavolo. Diceva San Josemaría Escrivá: “Mi chiedi perché ti raccomando sempre, con tanto impegno, l’uso quotidiano dell’acqua benedetta. Potrei offrirti molte ragioni. Ti basterà sicuramente questa della santa di Avila: ‘Da nulla fuggono i demoni, e per non far ritorno, più che dall’acqua benedetta’ (Cammino 572)”.

E se la materia (il santo Crisma o l’acqua benedetta, ecc.) ha una certa influenza, ad esempio nell’espellere i demoni, non è per la sua materialità in sé, ma perché la Chiesa ha unito a questa materia un potere spirituale nel benedirla. Di conseguenza l’oggetto non agisce per se stesso, ma per il potere di Cristo che si è unito a questo oggetto. Detto in altri termini la Chiesa, con il potere che ha ricevuto da Cristo, può unire un effetto spirituale a una materialità.

Chiunque può consacrare, benedire ed esorcizzare con acqua benedetta? No. Queste azioni (consacrare, benedire ed esorcizzare) sono riservate a un ministro ordinato e/o amministrate sotto il suo orientamento. Oltre agli usi menzionati in precedenza dell’acqua benedetta, la Chiesa la utilizza nelle esequie. Si sparge acqua benedetta sui feretri per accompagnare i defunti nell’ingresso nell’eternità.

Da parte del fedele, l’acqua benedetta si può usare direttamente per:

Pensare a Cristo: L’acqua benedetta permette che i fedeli pensino a Cristo ed entrino in contatto con Lui. Egli stesso si fa chiamare “acqua viva” (Gv 4, 13-14).

Ricordare la propria dignità battesimale: L’acqua benedetta ci rimanda al nostro Battesimo, il momento in cui entriamo a far parte della famiglia di Dio essendo riconosciuti come suoi figli. L’acqua benedetta serve a rinnovare le promesse battesimali, soprattutto in modo solenne nella notte della Veglia Pasquale e nelle domeniche di Pasqua.

Farsi il segno della croce: Visto che il potere sacerdotale lascia un’influenza sull’acqua benedetta, farsi il segno della croce con questa acqua ci porta grazie divine attraverso la preghiera della Chiesa. È quindi chiaro il rapporto dell’acqua con la dimensione spirituale del cristiano, un rapporto che affonda le sue radici nella storia biblica.

Bisogna ricordare che nella Sacra Scrittura l’acqua è direttamente collegata alla salvezza, e l’acqua benedetta è stata usata nella liturgia fin dalle origini della Chiesa. Per questo, ogni volta che veniamo aspersi con acqua benedetta o facciamo il segno della croce con questa entrando in chiesa renderemo grazie a Dio per i suoi doni e imploreremo il suo ausilio per vivere in base alle esigenze del Battesimo, che è il sacramento della salvezza.

Fin qui abbiamo parlato dell’uso corretto, lecito e sano dell’acqua benedetta. In tutto ciò che esula da quanto detto, l’uso dell’acqua benedetta è illegittimo.

L’uso scorretto dei sacramentali è ciò che fa sì che i non cattolici screditino la Chiesa e taccino le sue azioni come estranee alla Bibbia o proprie di fanatici. Per attaccare la Chiesa e negare l’azione della Chiesa voluta da Cristo, i non cattolici si basano proprio sugli abusi e sull’uso scorretto dei sacramentali. Dobbiamo conoscere bene l’uso e la funzione dei sacramentali, e in concreto soprattutto dell’acqua benedetta, così come bisogna far conoscere a chi non lo sa cosa significhino davvero.

L’uso dell’acqua benedetta da parte del fedele deve essere effettuato con prudenza, responsabilità e criterio, allontanando qualsiasi uso superstizioso. Non è solo l’acqua benedetta a dover essere slegata da tutto ciò che è superstizione, ma anche tutto quanto è collegato alla fede.

Si cade nella superstizione quando si usano i sacramentali e anche i sacramenti stessi per fini estranei al sano e corretto sentimento religioso. Il superstizioso ripone la propria fiducia solo nelle sue azioni, anche se sono buone, con l’intenzione di obbligare Dio a concedergli tutto ciò che gli interessa.

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acqua benedetta
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