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12 pale d’altare da vedere almeno una volta nella vita

Pieter Paul Rubens (1577-1640), La discesa dalla Croce, olio su tela, 420 x 320 cm, Anversa, cattedrale di Notre-Dame © DR
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Dal Rinascimento italiano all'arte contemporanea, Aleteia ha selezionato queste opere per voi

4. La Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino, di Raffaello

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Più nota come La Bella Giardiniera, quest’opera di Raffaello Sanzio venne dipinta nel 1507 o nel 1508, al termine del suo soggiorno a Firenze. All’interno di una composizione piramidale, la Vergine, circondata da suo Figlio e da San Giovanni il Battista bambino, si erge davanti a un paesaggio campestre. In primo piano, la presenza dei fiori è significativa: le violette alludono all’umiltà della Vergine, mentre l’aquilegia si riferisce alla Passione di Cristo. Non accontentatevi delle fotografie e andate a vedere l’opera dal vivo al Museo del Louvre.

5. Le Nozze di Cana, del Veronese

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Una scenografia incredibile, con abiti sontuosi e colori brillanti, rende Le Nozze di Cana un quadro difficile da dimenticare. Commissionata per il refettorio benedettino di San Giorgio Maggiore, la pala venne dipinta dal Veronese nel 1562-1563. Visto che l’artista viveva a Venezia già da dieci anni, si prese la libertà di trasformare l’episodio biblico in un fastoso banchetto veneziano, mescolando allegramente il sacro e il profano. Troverete quest’opera al Museo del Louvre, collocata proprio di fronte alla Gioconda.

6. Il martirio di San Maurizio, di El Greco

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Dipinto per il palazzo de El Escorial del re Filippo II di Spagna, Il martirio di San Maurizio ha suscitato intensi dibattiti. El Greco eseguì quest’opera tra il 1580 e il 1582 senza essere fedele ai dogmi del Concilio di Trento, secondo l’Inquisizione. In effetti, viene adorato solo Dio, mentre i santi di per sé non possono essere venerati. Gli angeli che fluttuano nel cielo, tuttavia, incoronano il santo, suggerendo una natura divina inaccettabile. La storia di San Maurizio risale alla fine del III secolo, ai tempi dell’imperatore romano Diocleziano. Insieme ai suoi compagni d’armi, Maurizio venne martirizzato per essersi rifiutato di perseguitare i cristiani e perché respingeva il culto dell’imperatore. La leggenda narra anche che aveva trovato la spada del soldato Longino. Si può ammirare questo quadro visitando il monastero reale di San Lorenzo de El Escorial, vicino Madrid.

7. La decollazione di San Giovanni Battista, di Caravaggio

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Commissionato dal gran maestro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme per la cappella dei novizi, questo quadro di Caravaggio riposa dal 1608 nella cattedrale di San Giovanni de La Valletta, a Malta. Il pittore di origine lombarda rappresenta un momento preciso dell’episodio biblico: il colpo finale dell’aguzzino per staccarela testa dal corpo di San Giovanni Battista. Il vassoio è già pronto tra le mani di Salomè, che si china verso la sua vittima. Il sangue sgorga e un grido silenzioso sfugge dalle labbra socchiuse del prigioniero, a occhi chiusi. Questo capolavoro è – fatto piuttosto raro – firmato dall’artista. Una firma insanguinata, tracciata col sangue del santo, in cui si legge “F Michel Angelo”, che potrebbe alludere al recente ingresso di Caravaggio trai cavalieri dell’Ordine di Malta.

8. La discesa dalla Croce, di Pieter Paul Rubens

Pieter Paul Rubens (1577-1640), La discesa dalla Croce, olio su tela, 420 x 320 cm, Anversa, cattedrale di Notre-Dame © DR
Pieter Paul Rubens (1577-1640), La discesa dalla Croce, olio su tela, 420 x 320 cm, Anversa, cattedrale di Notre-Dame © DR

Nella cattedrale di Notre-Dame di Amberes, il magistrale trittico di Rubens dipinto intorno al 1616 affascina fedeli e visitatori. L’opera, commissionata da una confraternita di maestri archibugieri, costituisce una replica dell’Innalzamento della Croce, dello stesso artista. Le tre parti del trittico sono, da sinistra a destra: la visitazione, la discesa dalla croce e la presentazione di Gesù al Tempio. Influenzato dall’arte veneziana, Rubens ci consegna un’opera commovente in cui il Cristo morto, con il suo pallore e avvolto nel suo manto immacolato, annuncia già la sua imminente resurrezione.

9. Il martirio di Sant’Erasmo, di Nicolas Poussin

Nicolas Poussin (1594-1665), Il martirio di Sant'Erasmo, olio su tela. 320 x 186 cm, Roma, Pinacoteca Vaticana © Pinacoteca Vaticana
Nicolas Poussin (1594-1665), Il martirio di Sant'Erasmo, olio su tela. 320 x 186 cm, Roma, Pinacoteca Vaticana © Pinacoteca Vaticana

Il martirio di Sant’Erasmo, dipinto da Nicolas Poussin nel XVII secolo, è un quadro lacerante. Erasmo da Formia, santo patrono dei marinai, venne martirizzato nel 303, ai tempi di Diocleziano, per non essersi voluto sottomettere al culto pagano. Il pittore illustra il supplizio in modo molto crudo, con l’aguzzino che tira fuori l’intestino del santo e lo avvolge intorno a un argano da marinaio. L’immagine è costruita intorno all’opposizione tra il corpo del martire e la statua d’oro di Ercole, entrambi nudi, uno che soffre e l’altro vittorioso. Per ammirarla, recatevi alla Pinacoteca Vaticana.

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