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12 pale d’altare da vedere almeno una volta nella vita

Pieter Paul Rubens (1577-1640), La discesa dalla Croce, olio su tela, 420 x 320 cm, Anversa, cattedrale di Notre-Dame © DR
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Dal Rinascimento italiano all'arte contemporanea, Aleteia ha selezionato queste opere per voi

Antico e Nuovo Testamento, santi e martiri sono temi che abbondano in queste opere commissionate o di devozione personale. Abbiamo voluto effettuare un percorso estetico e spirituale attraverso i secoli per scoprire o riscoprire i grandi maestri della pittura religiosa.

1. L’Incoronazione della Vergine, del Beato Angelico

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Questa splendida pala d’altare è stata dipinta verso il 1430 dal Beato Angelico per il convento domenicano di San Domenico di Fiesole, vicino Firenze. L’incoronazione della Vergine è una scena descritta nei Vangeli apocrifi ed è stata un tema popolare nel XIII secolo dopo la pubblicazione della Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. Il Beato Angelico rappresenta qui la Vergine Maria inginocchiata davanti a suo Figlio, circondata da un coro celeste di angeli e santi, soprattutto domenicani. Si riconoscono San Pietro martire per il cranio insanguinato e San Tommaso d’Aquino che sostiene i suoi scritti teologici, mentre San Domenico è accompagnato da una stella rossa e da un giglio. In seguito il Beato Angelico sarebbe diventato il priore di quel convento. Il quadro si può ammirare nelle sale dedicate alla pittura italiana del Museo del Louvre.

2. Lamento sul Cristo morto, di Andrea Mantegna

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Questa opera atipica, realizzata da Andrea Mantegna verso il 1480, è nota per la prospettiva del corpo di Cristo. Steso su un letto di marmo, il Figlio di Dio si presenta allo spettatore in una posizione poco abituale, inquietante. La vicinanza del corpo defunto permette di contemplare con facilità le stigmate di mani e piedi. Due donne piangono: sua madre e Maria Maddalena, oltre all’apostolo Giovanni. Questi personaggi sono relegati in un angolo, poco visibili, e non mostrano neanche completamente il volto, il che fa concentrare lo sguardo sul protagonista dell’immagine. Ricordano anche la Passione e contribuiscono a dare più umanità alla morte di Cristo. L’opera, che non sembra sia stata frutto di una commissione, può essere ammirata nella Pinacoteca di Brera, a Milano.

3. L’ultima cena, di Leonardo da Vinci

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Opera imprescindibile, questo affresco di Leonardo per il refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie risale agli anni 1494-1498. Venne commissionato dal duca di Milano, Ludovico Sforza, e per questo nella parte superiore dell’opera figura il suo stemma, insieme alle insegne della sua sposa, Beatrice d’Este. Il progetto del duca era quello di fare di Santa Maria delle Grazie il mausoleo della famiglia Sforza. Leonardo da Vinci porta avanti la tradizione medievale di rappresentare l’ultima cena di Cristo nei refettori monastici. L’artista illustra con grande precisione il momento in cui Gesù dice “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”, il che suscita reazioni diverse tra i dodici apostoli. Prendetevi il tempo necessario per osservare questo meraviglioso affresco nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.

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