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Vi presentiamo l'"Indiana Jones" dei miracoli

shutterstock / GoneWithTheWind

Zoe Romanowsky - Aleteia - pubblicato il 02/09/16


“I miracoli possono essere un’importante sostegno per la fede delle persone”, afferma. “Non devono essere però il centro della nostra fede. Ci sono persone – tutti ne conosciamo qualcuna – che si aggrappano a queste cose. Sono il ‘cacciatore di miracoli’, dunque potrebbe sembrare strano sentirlo dire da me, ma se la tua fede si basa esclusivamente sui miracoli, c’è qualcosa che non va. Tuttavia è innegabile che possono aiutare molto a volgere il nostro volto a Cristo; ed è proprio ciò che accade quando avvengono questi eventi straordinari con cui Dio ci benedice. I miracoli sono un ottimo modo per riportare all’ovile le persone che hanno perso la propria fede. E ai giovani che amano le storie sul paranormale di alcuni videogiochi e film… dico che nella fede cattolica ci sono tante cose che potrebbero interessarli”.

O’Neill aggiunge che il maggior equivoco che si ha sulle apparizioni e sui miracoli in generale è l’assunto che la Chiesa Cattolica li approvi per “attirare le persone in chiesa o per vendere rosari nei santuari locali”. In realtà, la Chiesa non ha nessun interesse nel promuovere queste cose.

“È chiaro che si debba evangelizzare e attirare a sé quanti più credenti possibile, ma quando la Chiesa investiga su un’apparizione o su un miracolo, vuole chiudere subito il caso in modo da riportare i fedeli ad un esercizio ‘ordinario’ della propria fede. Una fede incentrata su Cristo, sulle Sue parole, sulle Sue opere. Una fede che abbia il Vangelo, ministrato attraverso la Chiesa, come suo punto centrale”, spiega O’Neill.

“Alcune manifestazioni di fede popolare, come fare lunghe file per vedere statue che sanguinano, possono sicuramente ricordarci dell’amore di Dio per noi, ma possono anche distrarci. Quando la Chiesa avvia un’indagine, in realtà è per dimostrare che non si tratta affatto di un evento soprannaturale. Quando un fatto è dichiarato degno di fede, quando è cioè definito soprannaturale, si tratta di un vero motivo di festa, perché la Chiesa aveva provato a confutarlo in ogni modo”.

O’Neill sostiene che il modo in cui la Chiesa tratti i miracoli sia “assolutamente perfetto e indiscutibile”. Ha fatto ricerche e indagini su molti tipo di miracoli, come riportato nel suo libro Exploring the Miraculous[Esplorando il miracoloso], ma personalmente sono i miracoli eucaristici ad affascinarmi di più, perché la scienza li può convalidare.

“Ci sono stati dei casi specifici in cui è stato dimostrato che un’ostia consacrata contenesse vera carne e vero sangue; in un caso recente avvenuto in Polonia è stato scoperto del muscolo striato cardiaco in un’ostia. Spesso la Chiesa sceglie scienziati atei per esaminare questi casi. E hanno confermato che si tratta di ‘vera carne e vero sangue’. Questi sono i casi che preferisco, in cui la scienza può intervenire e dimostrare che effettivamente si sta assistendo ad un miracolo”.


LEGGI ANCHE: Miracoli eucaristici, tra scienza e fede


Questo ‘cacciatore di miracoli’ riceve e-mail da tutto il mondo, alcune delle quali finiscono per mettere in discussione il punto di vista cristocentrico che lui ha sui miracoli. “Devo dire che ci sono state anche richieste da appartenenti ad altre culture e religioni, ma il mio obiettivo principale è mostrare che i miracoli possono aiutare i cristiani a rendere più forte la propria fede”, afferma O’Neill.

Sebbene risieda nell’area di Chicago e lavori principalmente negli Stati Uniti, O’Neill viaggia in tutto il mondo – quando possibile – per fare le sue ricerche sui presunti miracoli (di recente è stato nelle Filippine per studiare i dettagli di un’apparizione mariana controversa). “Al giorno d’oggi ci sono molti più casi di statue che piangono, più di quelle che io riesca a ricordare. Sono felice di andare a verificare questo tipo di casi quando serve, ma quasi sempre si tratta di una frode o di un evento che ha una spiegazione naturale. È molto raro trovarsi davanti a miracoli veri e propri. E spesso basta aspettre un po’ prima di partire per le mie ricerche, che la Chiesa è già andata a fondo sulla questione”.

O’Neill è esperto nelle apparizioni mariane. Spesso le persone gli chiedono perché pensa che sia proprio la Madonna ad apparire, e non invece altri santi o lo stesso Gesù. E lui risponde che secondo lui Maria, in quanto madre, abbia un ruolo speciale nella storia della salvezza. “Lei è qui per aiutarci quando siamo nel bisogno. Quando cadiamo, Lei è qui per rialzarci. In tempo di guerra, di carestia e di epidemie, Maria viene in nostro soccorso, come una madre”.

O’Neill ipotizza anche che, se fosse Gesù ad apparire – e ci sono state delle apparizioni di Cristo approvate, tra cui Santa Faustina e Santa Margarita María Alacoque) – , “ci troveremmo di fronte a Dio stesso, e per noi potrebbe essere un’esperienza troppo forte. Vedere Sua (e nostra) madre sarebbe invece più confortante e facile da accettare, per noi”.

Attualmente O’Neill sta scrivendo un nuovo libro sui miracoli e sta lavorando all’organizzazione di “Tour per cacciatori di miracoli”, in cui guiderà gruppi di fedeli nei principali luoghi dove sono avvenuti miracoli approvati dalla Chiesa: il prima sarà un un pellegrinaggio a Fatima, da realizzare l’anno prossimo, nell’imminente centenario.

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miracolisoprannaturale
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