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Quando Riccardo Cuor di Leone non volle conquistare Gerusalemme

Daniel R. Esparza - pubblicato il 01/09/16

Lo storico Andrew Latham cerca di spiegare uno degli episodi più controversi della storia delle Crociate

Durante la Terza Crociata (1189-1192), gli eserciti crociati arrivarono per due volte a meno di 20 chilometri da Gerusalemme, nel gennaio e nel luglio 1192, ma si ritirarono senza neanche sforzarsi di assediarla davvero.

All’interno della città, le forze di Saladino, già sconfitte in precedenza ad Acri, Arsuf e Hifa, erano in evidente svantaggio. Il mito dell’invincibilità di Saladino era stato distrutto dall’esercito guidato da Riccardo Cuor di Leone, che aveva già conquistato due delle fortificazioni più vicine alla Città Santa, Casal Moyen e Casal des Plains, che Saladino aveva distrutto di proposito per evitare che i crociati vi si potessero rifugiare.

Una volta che i crociati le ebbero ricostruite, si riprese la marcia verso Gerusalemme, e le fazioni degli eserciti di Saladino che non lo accompagnarono nella sua ritirata verso sud si dispersero, abbandonando il confronto. Un attacco a Gerusalemme da parte di Riccardo sarebbe stato sicuramente coronato dalla vittoria.

Inspiegabilmente, tuttavia, Riccardo si ritirò a Ramallah, verso la costa. Alcuni storici sostengono che si sia trattato di una sorta di ritirata strategica, tenendo conto di una serie di circostanze oggettive che avrebbero potuto compromettere quella che sembrava una vittoria obbligata.

Il clima della regione durante l’avanzata degli eserciti crociati era realmente insopportabile: temperature vicine allo zero e pioggia, neve e grandine continue rendevano estremamente difficile avanzare. La fortissima umidità aveva poi conseguenze su spade e armature e faceva imputridire gli abiti. Anche il cibo risentiva delle condizioni climatiche, e le malattie polmonari minacciavano la salute di chi militava ancora nelle file crociate.

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Legenda foto: Ritratto di Riccardo I, di Merry-Joseph Blondel

I crociati provenienti dall’Europa insistevano nel voler portare avanti l’attacco conquistando Gerusalemme, mentre i crociati di Terra Santa sostenevano che, anche se la città fosse stata presa, sarebbe stato impossibile preservarla: dopo la conquista di Gerusalemme molti sarebbero tornati in Europa, e le forze di Saladino potevano ricomporsi vedendo che gli eserciti crociati erano ora meno consistenti a livello numerico.

La storia racconta anche che Riccardo chiese una mappa di Gerusalemme e si rese conto che sarebbe stato impossibile circondarla e assediarla con una linea d’assedio sufficientemente consistente per non essere spezzata al primo attacco.

Il docente di Scienze Politiche Andrew Latham, esperto di geopolitica medievale, afferma però che dietro la ritirata di Riccardo Cuor di Leone potrebbero esserci altri motivi. È improbabile che un genio militare come lui avesse chiesto una mappa della città solo quando si trovava a 20 chilometri di distanza. Sicuramente aveva studiato con attenzione il suo obiettivo molto prima di intraprendere quella campagna.

È anche difficile credere che le circostanze ambientali e climatiche avessero bloccato un’impresa di quella portata. Al contrario, Latham ritiene che Riccardo non abbia mai avuto l’intenzione di attaccare Gerusalemme.

Riccardo Cuor di Leone avrebbe cercato di riconquistare Gerusalemme e di ristabilire i principi crociati nella Città Santa senza bisogno di una guerra diretta di conquista. La forza militare, secondo la teoria di Latham, doveva funzionare solo come un mezzo per esercitare pressioni su Saladino e costringerlo a stringere un accordo negoziato che avrebbe permesso una presenza cristiana in Terra Santa, garantendo così un accesso sicuro ai pellegrini che visitavano i Luoghi Santi.

Il fatto che Riccardo fosse in costante contatto con Al Adil, fratello di Saladino, sembra confermare questa posizione. Riccardo aveva anche offerto ad Al Adil un accordo matrimoniale con sua sorella nel tentativo di istituire un regno congiunto a Gerusalemme.

Dopo la vittoria ad Acri, Riccardo non aveva progettato di proseguire la sua marcia verso Gerusalemme, ma piuttosto di dirigersi nella zona tra la Siria e l’Egitto. Assumendo il controllo di quella zona poteva tagliare i rifornimenti a Saladino (per la maggior parte provenienti appunto dall’Egitto), per far pendere a suo favore la bilancia dei negoziati. Dovette acconsentire a continuare la marcia verso Gerusalemme solo per pressioni interne dei suoi generali crociati, quando personalmente avrebbe preferito avanzare direttamente verso Ashkelon, l’asse dell’impero di Saladino.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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