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5 consigli per trattare i divorziati come farebbe Gesù

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È compito di tutti i fedeli mostrare sensibilità e comprensione verso gli altri

2. Le parole hanno un significato

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Forse potrebbe sembrare duro utilizzare la parola “divorziati” per identificare un determinato gruppo di persone. Nella parabola la prima cosa che ha fatto il figlio maggiore del Padre, quando ha saputo la notizia del ritorno del fratello, è stata evidenziare gli errori e gli sbagli del fratello minore. Chi identifica qualcun altro in base ai suoi errori non costruisce ponti, ma muri. Tratta ogni persona con rispetto, cercando di essere comprensivi. E considera che tutti potrebbero essere sensibili, in un modo o nell’altro, alla maniera in cui ci esprimiamo in riferimento a loro.


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3. Le famiglie sono diverse

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Ogni famiglia è un mondo a sé e ha delle dinamiche interne specifiche, con uno stile di comunicazione particolare. Soprattutto in tempi come i nostri. E inoltre ogni persona è unica e irripetibile. Ogni famiglia ha dunque personalità e caratteri eterogenei. La persona divorziata e risposata ha una struttura familiare che non funziona come quella di una famiglia nucleare. Esistono oggi alcuni membri molto particolari: ex coniugi, figliastri, ecc. Ecco perché bisogna mostrare comprensione quando si fa azione pastorale, e rendersi conto che si debba considerare ogni situazione come un caso a sé stante, in modo da accogliere ogni membro della famiglia in modo opportuno.

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