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Sei pronto alla morte e a ciò che viene dopo?

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padre Carlos Padilla - pubblicato il 25/08/16

Alleggeriamoci dei carichi superflui e guardiamo a noi stessi con gli occhi di Dio

Gesù mi chiede di essere vigile e disposto a mettermi in cammino in qualsiasi momento. Di essere pronto al servizio, sempre. Forse è per questo che mi piace camminare con poco carico. Quando non lo faccio mi fa male la schiena. E resto confuso.

Vorrei avere un cuore che sia pronto sempre a camminare. Essere vigile e poter dare la vita in qualsiasi momento. Pensare sempre agli altri, e pensare sempre a Dio.

Voglio anelare alla patria celeste. Ma vivendo nel presente, accettarlo come luogo in cui servire e mostrare amore.

Voglio stare attento alla mia vita. Chi ha bisogno di me? Chi posso servire? Se vado con troppo carico non posso avere l’agilità necessaria per agire. Se mi focalizzo su ciò che non ho, su ciò che desidero, non sono capace di guardare al di là di ciò che mi riguarda.


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Solo se sono libero e ancorato in Dio posso vivere tranquillamente, concentrato su chi ha bisogno della mia misericordia.

A volte l’idea di dover essere preparato… mi butta giù. Mi destabilizza pensare di poter essere nel luogo sbagliato quando arriverà il momento. A chi più è stato dato, sarà richiesto di più. E mi inquieta, perché io ho ricevuto. Davvero tanto.

Ma questo è un mio cruccio. Non sarà così. La mia paura è inchiodata alla croce, per sempre. Gesù mi ama incondizionatamente. Penso al “non temere” di Gesù, e mi calmo.

Essere vigili non significa voler cercare la perfezione a tutti i costi. Non consiste nell’essere perfetto quando morirò. Dio non aspetta che io muoia così da potermi giudicare. No, è solo una mia congettura umana.

Dio cammina al mio fianco e apre il suo cuore a me. Ha bisogno soltanto della mia piccolezza. E io voglio affidare a Lui le mie paure. Gesù mi ha salvato per sempre. Ogni giorno mi viene incontro e mi dà mille opportunità, più e più volte, senza stancarsi mai. E sarà così fino al mio ultimo alito di vita su questa terra. È un qualcosa in cui credo molto.

Lui ha un rapporto d’amore con ogni persona. Un rapporto unico e prezioso, che dura fino alla morte. Lui è al mio fianco, e lo sarà anche al momento della mia morte. Facendomi coraggio, sussurrandomi all’orecchio che mi ama, che mi sta aspettando a braccia aperte per vivere insieme nella Sua pienezza.


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E avrà in mano, per me, il tesoro inesauribile per il quale sono stato creato, che risponde ai desideri più profondi del mio essere.

Io devo solo camminare ed aprire la mia anima, rialzarmi se dovessi cadere ed avere fede: Gesù è accanto a me. Questo è il mio tesoro.

Mi chiede soltanto di non lasciar “scorrere” la vita. Di amare, senza riserva. Di non sonnecchiare, ma di essere vigile. Di stare attento e di non distrarmi. Di avere i sandali ai piedi ed essere sempre pronto ad andare: Gesù verrà con me. E mi esorta a non rilassarmi, a non “andare in pensione” prima del tempo.

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