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5 frasi che i cattolici dovrebbero smettere di dire

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TOMMY TIGHE - pubblicato il 22/08/16

3. “Nello spirito del Concilio Vaticano II”

Sacerdotessa anglicana
AP Photo/Riccardo De Luca
Sacerdotessa anglicana

Il Concilio Vaticano II è uno dei concili più diffamati e fraintesi della storia della Chiesa, soprattutto da parte di individui e gruppi di persone che non hanno neanche preso del tempo per leggere i documenti.

Lo “spirito del Concilio Vaticano II” viene strumentalmente usato come scusa per promuovere delle modifiche mai contemplate dal Concilio stesso. Ordinazione delle donne? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Inni protestanti a Messa? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Collocare il tabernacolo in una cappella fuori dall’aula principale della chiesa o, comunque, fuori dall’altare maggiore? Beh… avete capito!

In realtà i documenti del Concilio Vaticano II continuano le tradizioni esistite sin dai tempi degli Apostoli. Smettiamola dunque di far sembrare che il Concilio Vaticano II vada nella direzione opposta.

4. “Senso di colpa cattolico”

vergogna - senso di colpa - accusa - giudizio
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Dai comici dell’ultim’ora fino al barista sotto casa, sembra che tutti si divertano a fare battute sul buon vecchio senso di colpa cattolico. Come se il semplice fatto di essere cattolici porti ad una vita di sofferenza e senso di colpa per cose che dovrebbero renderci felici. In realtà si scrive “senso di colpa cattolico”, ma si legge “coscienza cattolica”. Sapete, quella cosa che oggi non ha più nessuno.

Purtroppo questo termine continua a perpetuare lo sgradevole stereotipo sui cattolici come categoria. Approccio anche abbastanza sciocco, considerando che molti di noi sono spensierati e allegri, invece di essere depressi e costantemente afflitti.


LEGGI ANCHE: Vademecum per distinguere la vergogna dal senso di colpa


5. “Castità emozionale”

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Ivan Mateev/Shutterstock

Questa è la ciliegina sulla torta.

Ho letto molti tweet a favore del concetto di castità emozionale. Persone che incoraggiano gli altri a custodire il proprio cuore dall’essere troppo emotivamente coinvolti da qualcuno che non sia Dio. Il termine allude all’idea che chi ha sognato una vita con un’altra persona (il matrimonio, dei figli, una casa e tutto il resto) per soddisfare i nostri bisogni emotivi, stia in realtà usando l’altra persona violando di fatto la virtù della castità.

Quando pensiamo a qualcuno che non è casto, di solito pensiamo a un peccato grave che richiede il Sacramento della Confessione. Prendere quel termine e applicarlo ad una ragazza che, dopo aver visto a Messa un ragazzo che le piace, crea su Pinterest una bacheca sui vestiti da sposa, non fa che confondere le acque e fa sentire tutti peggio.

Dietro alla maggior parte di queste frasi cattoliche vi sono delle idee giuste; rimarcano verità che dovremmo avere ben salde nelle nostre menti. Il problema è che superano il limite e finiscono col far sentire peggio proprio le persone che fanno del loro meglio per vivere in modo retto.

La vita è dura. Vivere lottando per seguire gli insegnamenti della fede cattolica è ancora più duro. Facciamo un passo avanti e aiutiamo chi è su questo percorso: rimuoviamo immediatamente queste frasi dal nostro lessico.


LEGGI ANCHE: Correggere un fratello che sbaglia? 8 consigli per farlo in modo adeguato 


[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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Tags:
castitàconcilio vaticano iipianificazione familiare naturalesenso di colpa

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