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Dopo la morte: l’atto finale dell’amore di un marito per la moglie

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Una volta era normale per una famiglia lavare e preparare in preghiera il corpo di una persona cara per la sepoltura

[Nel gennaio del 2015, Aleteia pubblicò un video dove Lizz Lovett spiegava ciò che “morire con dignità” significava per lei. È possibile guardarlo e conoscere questa bella, toccante e forte donna di fede qui, ndr]

La nostra cultura è generalmente schizzinosa sulla morte e ciò può essere in parte dovuto al fatto che molte generazioni sono passate – in realtà appena un centinaio di anni – da quando era piuttosto normale per una famiglia preparare il corpo del dipartito e tenere una veglia in casa, prima del funerale e della sepoltura.

La morte nel 21° secolo è più regolamentata. I codici di salute comunitaria (e le agenzie di pompe funebri che operano al loro interno) hanno rimosso dalla società moderna qualsiasi memoria o comprensione di quello che era, per tutta l’umanità, un passaggio abbastanza normale delle vicissitudini e dell’intimità ultima della famiglia con i suoi membri dipartiti.

In un certo senso, la morte è stata “sterilizzata” per la nostra sicurezza, al punto che nella comune esperienza umana ci è diventata del tutto estranea. Una moglie che verosimilmente ha regolato la cravatta del marito ogni domenica prima di andare in chiesa perché non dovrebbe farlo alla soglia dell’eternità. Ancora più importante, è stata persa la lunga tradizione di recitare le preghiere sul corpo mentre viene amorevolmente preparato per la sepoltura.

Nello scorso luglio, Ryan Lovett ha deciso di attingere a queste antiche preghiere e rituali giudaico-cristiani come ultimo atto di amore e di dedizione verso sua moglie, Lizz Lovett, morta dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Nei mesi che hanno preceduto la morte di Lizz, Ryan aveva pensato e pregato sul come onorare la moglie una volta morta, compreso il modo in cui onorare il suo corpo. Il libro di Tobia aveva contribuito a ispirare le sue preghiere. Aveva notato quanto Tobia avesse rischiato, venendo ricompensato, per il suo rispetto per i morti. E si era reso conto che sia il rischio sia la ricompensa esistono ancora. “Questo è il rispetto per un cristiano e il suo corpo, così come per la creazione di Dio”, ha spiegato. “Mi sembra che una corretta sepoltura cristiana sia vitale essendo chiamati ad essere buoni amministratori della creazione di Dio. E in realtà non mi è venuto in mente nessun altro bel modo per eseguire un ultimo atto d’amore per mia moglie alla fine della sua vita terrena, corporea. Dopo tutto, anche se lei è morta, è ancora viva. Voglio che sappia che il mio amore per lei non si è concluso con la morte”. Lui e chi ha assistito al rituale cristiano si ritrovarono a vivere qualcosa di bello oltre le aspettative.

Tara Chandlee, una cara amica di Lizz e Ryan, descrive così quest’esperienza (con il suo permesso):

Quando Ryan mi ha chiesto se avessi partecipato al processo di preparazione del corpo di Lizz per la sepoltura cristiana, disse che non avrebbe voluto alcun dramma; voleva preghiera e dedizione, sebbene fosse consapevole che sarebbe stato disordinato e difficile. Non ho esitato a dire di sì, ma sapevo che questo processo sarebbe stato una sfida e che prima di tutto mi era stata data fiducia per partecipare a un’esperienza profondamente intima e dolorosa.

Quello che non mi sarei aspettata furono i tanti doni di grazia – anche di bellezza – che sarebbero derivati dal rituale della preparazione del corpo di Lizz. Ho pregato con forza per non avere rigetto, per non essere debole e timorosa. Non avevo mai visto un morto prima, e dentro di me temevo il confronto con la mia propria mortalità. Lizz aveva affrontato la sua imminente morte con forza, dignità, fede e anche praticità. Ho pregato per avere una parte di quei doni mentre mi dirigevo verso casa sua, un’ora dopo che era morta.

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