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Cari cattolici, attenzione a dove vi portano le discussioni contro l’Islam

Fabrizio Di Nucci / NurPhoto

Thousands of Muslims gathered to protest against Islamic terrorism shouting "Not in my name" on November 21 2015, Milan. (Photo by Fabrizio Di Nucci/NurPhoto)

Tom Hoopes - pubblicato il 17/08/16

Terzo: perché edulcorare la verità ci deve preoccupare. E alla fine, non è viltà morale minimizzare il male commesso in nome dell’Islam? Sembra relativismo morale – e questa è la minaccia fondamentale di oggi.

Così, ci si chiede, come è possibile che il Papa abbia detto una cosa del genere? È un pazzo o un bugiardo?

Nessuna delle due. Lui è un umile servo del Signore che sa che nell’era della cultura della morte, si possono fare argomentazioni parimenti forti per temere l’Occidente cristiano così come l’Oriente musulmano. Dopotutto:

Primo: è l’opinione pubblica cattolica sulla violenza domestica finale, l’aborto, a doverci preoccupare.

Mentre un piccolo numero di musulmani è complice del terrorismo, un numero molto considerevole di cristiani è coinvolto o sostiene l’aborto. Secondo uno studio il 65% delle madri che abortiscono è cristiano – e tra le pazienti per l’aborto erano più le cattoliche (28,1%) rispetto a quelle non religiose (27,5%). In un altro sondaggio, una percentuale preoccupantemente alta di cattolici trova l’aborto moralmente accettabile.

Secondo: sono i piani dei cattolici sulla violenza domestica finale, l’aborto, a doverci preoccupare.

E se è vero che l’opinione pubblica musulmana è troppo disposta a tollerare il terrorismo in funzione di un mondo più islamico, è anche vero che l’opinione pubblica cattolica tollera e diffonde l’aborto. I cattolici hanno eletto il presidente Obama, il candidato più pro-aborto della storia: diamine, ha anche avuto un compagno di campagna elettorale cattolico, il nostro vice presidente pro-aborto Joe Biden. Oggi, la violentemente pro-aborto Hillary Clinton e il suo compagno di elezioni “cattolico devoto” hanno un enorme presa tra i cattolici. Verosimilmente continueranno la pratica americana di diffondere la cultura della morte all’estero, rendendo il mondo più simile a noi.

Terzo: è edulcorare la verità sulla violenza domestica finale, l’aborto, a doverci preoccupare.

È la codardia morale del minimizzare il male dell’aborto. La vita dei non ancora nati non è una categoria dispensabile, separata di esseri umani. Ignorare il male dell’aborto è relativismo morale. È esattamente la posizione sbagliata da prendere per quanto riguarda il diritto alla vita.

Papa Francesco ha concluso il suo intervento sull’aereo così: “Non credo che sia giusto identificare l’Islam con la violenza. Questo non è né giusto né vero”.

Ha assolutamente ragione. Né è giusto identificare il cattolicesimo con la violenza. La verità su entrambe le religioni è più complicata rispetto alle nostre caricature.

Come reagirebbe questa donna musulmana, che aiuta i cristiani vittime del terrorismo, se il Papa avesse detto che la sua religione è intrinsecamente violenta? Una donna come lei potrebbe stare sulla strada della conversione al cristianesimo come tanti musulmani – ma ciò non accadrebbe se il papa l’avesse accusata di ospitare sentimenti violenti che lei sa di non avere.

E come reagirebbero i rifugiati musulmani che hanno fatto dei doni per questo autore di Aleteia – nonostante la loro povertà – se sentissero il Papa etichettarli come violenti nel cuore? Starebbe dicendo loro che sono proprio come gli uomini la cui violenza li ha resi senza casa. E se gli credessero? Le osservazioni del Papa non potrebbe aiutarli a radicalizzarsi?

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Tags:
abortocristianofobiaisisislammusulmanipapa francesco

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