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Solo Dio ha saputo far risplendere l’Oro nella vita di Michael Phelps

Tom Pennington/Getty Images/AFP
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Le medaglie e i riconoscimenti dei media si sono rivelati vacui, non riuscendo a colmare un vuoto interiore che stava conducendo il nuotatore verso il suicidio

Il celebre nuotatore Michael Phelps, l’atleta più decorato di sempre nelle Olimpiadi, era sull’orlo di commettere suicidio, due anni fa. La sua prestanza atletica e il successo raggiunto gli hanno dato molta attenzione mediatica negli ultimi dieci anni, al punto da essere venerato quasi come un dio dalle riviste sportive; ma Phelps stava in realtà lottando per trovare pace nel suo cuore.

Lo statunitense Michael Phelps si riscalda per i 200m misti maschili durante i Giochi Olimpici di Rio 2016 all'Olympic Aquatics Stadium di Rio de Janeiro, 10 agosto 2016. / AFP PHOTO / Martin BUREAU
Lo statunitense Michael Phelps si riscalda per i 200m misti maschili durante i Giochi Olimpici di Rio 2016 all’Olympic Aquatics Stadium di Rio de Janeiro, 10 agosto 2016. / AFP PHOTO / Martin BUREAU

Aveva un vuoto dentro, e provò a placare il suo dolore con le droghe e con l’alcol, entrando in una spirale di depressione. Nel 2009 diventò virale una fotografia che lo ritraeva mentre fumava un bong, costandogli la sospensione dalle piscine per tre mesi. Ma questo non gli ha impedito di andare alle feste e vivere sul filo del rasoio. Anzi, le cose sono peggiorate, culminando nel secondo arresto per guida sotto effetto di stupefacenti in 10 anni.

Phelps aveva raggiunto il suo punto più basso. Nei giorni immediatamente seguenti il suo arresto, si è chiuso in se stesso e ha continuato a bere.

In un’intervista alla ESPN ha dichiarato: “Non avevo considerazione di me. Ero senza autostima. Pensavo che il mondo sarebbe stato meglio senza di me. Pensavo che fosse quella la cosa migliore da fare, mettere fine alla mia vita”.


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Le sue medaglie d’oro non riuscirono a consolarlo, e non aveva alcuno scopo per continuare a vivere.

Ma, provvidenzialmente, la sua famiglia e i suoi amici l’hanno convinto ad entrare in un centro di riabilitazione e ad affrontare i suoi demoni. All’inizio era riluttante ad aprirsi, ma dopo un po’ di tempo ha accettato la situazione, iniziando a percorrere il cammino verso il recupero.

Phelps portò con sé il libro La vita con uno scopo di Rick Warren. Gli era stato dato dall’ex linebacker dei Baltimore Ravens Ray Lewis; non solo lo lesse, ma iniziò anche a condividerlo con gli altri pazienti. Fu così che ottenne, in quel centro di riabilitazione, il soprannome di “Mike il Predicatore”.

Ringraziò Lewis, per il libro, dicendo “Hey questo libro è fenomenale! Se sapessi quello che mi sta succedendo… mamma mia… la mia mente… non potrò mai ringraziarti abbastanza, sai? Mi hai salvato la vita”. Phelps ha spiegato in un’intervista che il libro lo ha “portato a credere nell’esistenza di un potere più grande di noi” e a credere al fatto che ci fosse “uno scopo” per lui “su questo pianeta”.

Per porre enfasi sul loro duro lavoro, spesso gli atleti baciano le loro medaglie, che però non possono contraccambiare. I riconoscimenti dei media sono un vento mutevole. Ma l’amore che pone le sue basi sulla fede ripristina la prospettiva giusta. Durante il periodo di riabilitazione, oltre a trovare la fede, Phelps si è reso conto che molto del suo disagio era dovuto all’assenza del padre per gran parte della sua vita. Quando Phelps aveva 9 anni, i suoi genitori divorziarono, e per riempire quel vuoto iniziò ad andare in piscina. Una volta conquistata l’acqua, il dolore interiore è riemerso.

Nel centro, durante la settimana riservata alla famiglia, Phelps ha ripreso i contatti con il padre. Quel momento ha portato guarigione nel cuore di entrambi. Si abbracciarono per la prima volta in tanti anni, e quell’esperienza aiutò Phelps ad andare avanti.

Pochi mesi dopo la riabilitazione, Phelps chiese alla sua fidanzata storica Nicole Johnson di sposarlo. Adesso sono fidanzati ufficialmente, e il matrimonio è previsto per dopo le Olimpiadi di Rio. Poco dopo aver deciso di sposarsi, i due hanno scoperto che Nicole era incinta, e la recente nascita del loro figlioletto è stata un altro punto di svolta nella vita di Phelps.

Dopo aver accolto il figlio, avvolto in un lenzuolo caldo, Phelps è scoppiato a piangere. “Sono rimasto lì, come imbambolato”, ha raccontato all’ESPN, “Non pensavo che avrei avuto una reazione così emotiva, ma all’improvviso ho realizzato pienamente che sì, lui è nostro figlio. E in quel momento ho avuto la grata consapevolezza di cosa sia realmente l’amore”.


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Con la nuova responsabilità famigliare, la gara di stanotte potrebbe essere la sua ultima. Phelps ha detto che pensa di ritirarsi, dopo Rio. In una recente intervista ha dichiarato: “Il fatto che il nostro primogenito sia in grado di vedere queste Olimpiadi, potenzialmente le ultime della mia carriera – e lo dico in caso io decida di tornare, così non mi picchiate a morte se dovessi fare quella scelta – è un qualcosa che non vedo l’ora di poter condividere con lui”.

Michael Phelps durante la cerimonia di premiazione per la staffetta 4x200 m stile libero durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro, 9 agosto 2016. Ha vinto la medaglia d'oro con 7 minuti e 0.66 secondi. / CHINA OUT
Michael Phelps durante la cerimonia di premiazione per la staffetta 4×200 m stile libero durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro, 9 agosto 2016. Ha vinto la medaglia d’oro con 7 minuti e 0.66 secondi. / CHINA OUT

Per la grazia di Dio Phelps è stato salvato dal fondo del pozzo, e riportato alla vita. Phelps potrebbe non essere perfetto, ma la fede cristiana recentemente scoperta gli ha dato una nuova direzione. Continua ad avere successo, a meritarsi il podio e i media continuano ad adorarlo come un dio, ma questa volta Phelps sembrerebbe sapere meglio chi lui sia e quali siano le cose davvero importanti. Adesso comprende che le medaglie d’oro – non importa quante ne abbia accumulate – non possono salvare.

[Traduzione dall’inglese all’italiano a cura di Valerio Evangelista]

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