Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il Papa pranza con i rifugiati che ha portato a Roma da Lesbo

Condividi

Il Papa ha pranzato oggi con 21 rifugiati siriani che vivono a Roma dopo che lo stesso Francesco si è adoperato perché giungessero in Italia in seguito al suo viaggio nell’isola greca di Lesbo lo scorso 16 aprile.  

«Il Santo Padre ha pranzato oggi a Casa Santa Marta con un gruppo di 21 rifugiati siriani che adesso vivono a Roma, attualmente ospitati dalla Comunità di Sant’Egidio», ha reso noto a inizio del pomeriggio il nuovo direttore della Sala stampa vaticana, Greg Burke. «Si tratta delle famiglie giunte in Italia dopo la visita di papa Francesco all’Isola di Lesvos in Grecia. Il primo gruppo di profughi è venuto con il volo del Papa il 16 aprile; il secondo è arrivato a metà giugno. Sia gli adulti sia i bambini hanno avuto la possibilità di parlare con papa Francesco dell’inizio della loro vita in Italia. I bambini hanno regalato al Santo Padre una raccolta dei loro disegni, e il Papa ha ricambiato con giocattoli e altri doni».  

Con il Papa e i suoi ospiti siriani, conclude Burke, erano presenti il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, insieme con altri membri della comunità, il comandante del corpo della Gendarmeria, Domenico Giani, e due gendarmi che hanno collaborato nel trasferimento delle famiglie da Lesbo in Italia. 

Lo stesso 16 aprile, di ritorno da Lesbo, il predecessore di Burke, padre Federico Lombardi, rese noto che Francesco aveva voluto fare «un gesto di accoglienza nei confronti dei rifugiati accompagnando a Roma con il suo stesso aereo tre famiglie di rifugiati dalla Siria, 12 persone in tutto, di cui sei minori».  

Lombardi riferiva che «tutti i membri delle tre famiglie sono musulmani. Due famiglie vengono da Damasco, una da Deir Azzor (nella zona occupata dal Daesh). Le loro case sono state bombardate. L’accoglienza e il mantenimento delle tre famiglie saranno a carico del Vaticano. L’ospitalità iniziale sarà garantita dalla Comunità di Sant`Egidio».  

Il successivo 17 giugno, in una successiva comunicazione, la Sala stampa vaticana rendeva noto che «un secondo gruppo di nove rifugiati, tra cui due cristiani, è giunto ieri a Roma» da Atene. «I rifugiati, sei adulti e tre bambini, sono tutti cittadini siriani accolti nel campo profughi di Kara Tepe, sbarcati sull’isola di Lesbo provenienti dalla Turchia».  

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni