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Il vice Presidente USA, un cattolico, ha sposato due uomini gay. Ecco cosa dovrebbe dire la Chiesa

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Non è sufficiente

Ma non penso che sia sufficiente. Non dubito del difficile compito dei vescovi a livello di prudenza nel decidere cosa dire, quando farlo e con quanta decisione, e comprendo la loro cautela.

Essere indiretti, però, non dice quello che dev’essere detto. Le figure pubbliche di spicco dichiarano il loro cattolicesimo – e se sono politici ne traggono vantaggio – trattando allo stesso tempo l’insegnamento cattolico con noncuranza. Respingono la comprensione della dignità umana che secondo la Chiesa dovrebbe guidare il loro lavoro. Fare questo non comporta conseguenze, e nemmeno un rimprovero pubblico.

Ma li ferisce, e mette in pericolo la loro anima eterna. Ferisce quanti guardano alla Chiesa per ottenerne una guida, che deducono dall’atteggiamento indiretto dei vescovi che l’insegnamento può essere violato, che è più una serie di ideali o di suggerimenti che una via per la santità e per arrivare in Paradiso.

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David Mills, ex direttore esecutivo di First Things, è senior editor di The Stream, direttore editoriale di Ethika Politika e scrive per numerose pubblicazioni cattoliche. Il suo ultimo libro è Discovering Mary. Si può seguire su @DavidMillsWrtng.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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