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Testimonianze olimpiche. 7 storie per commuoversi

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Sebastian Campos

Lo sport e quello che provoca nell’uomo è così grande che anche nella Bibbia ci sono esempi che usano l’esercizio fisico perché possiamo comprendere meglio la vita spirituale. Lo stesso San Giovanni Paolo II ha usato un esempio sportivo per aiutarci a comprendere che “la vita può essere paragonata a una singolare maratona, che tutti siamo chiamati a percorrere, ognuno con modalità e ritmi diversi. Ci attende però un traguardo comune ed è l’incontro con Cristo” (Giovanni Paolo II, messaggio agli atleti partecipanti alla Maratona di Roma, 2000).

La nostra vita è come un’Olimpiade, un periodo di preparazione e allenamento per quando arriverà il momento di essere messi alla prova. Giovanni Paolo II, parafrasando San Paolo, che un paio di volte ha parlato degli atleti per spiegare concetti relativi alla vita spirituale, ha detto che “’ogni atleta è temperante in tutto’ (1 Cor 9,25). In effetti, senza equilibrio, autodisciplina, sobrietà e capacità di interagire onestamente con gli altri, lo sportivo non è in grado di comprendere appieno il senso di un’attività fisica destinata ad irrobustire, oltre che il corpo, la mente e il cuore” (San Giovanni Paolo II, messaggio alla Società Sportiva Lazio, 2000).

Lo sport è un esempio in molti aspetti, e le storie degli sportivi, nobili, dediti e virtuosi ci parlano anche della vita spirituale e delle cose che viviamo ogni giorno. Lo sforzo, la perseveranza, la sconfitta, la critica e lo scoraggiamento sono cose che affrontiamo più spesso di quanto vorremmo.


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Nella storia dei Giochi Olimpici abbiamo selezionato alcune testimonianze, non solo di record e imprese che sfidano i limiti umani, ma di nobiltà, passione e virtù, quelle che siamo chiamati a vivere tutti, sportivi e gente comune come me e voi.

Ecco 7 testimonianze toccanti.

1. Ha lasciato i Giochi Olimpici per amore per il padre

Joana Bolling ha 20 anni e gioca a handball. È una sportiva come il padre, che era giocatore di basket. Fa parte della squadra argentina e in questi mesi si è preparata per partecipare alle Olimpiadi di Rio. Il padre, però, si è ammalato gravemente di insufficienza renale, e aveva bisogno di un donatore. Joana, nonostante l’opposizione del padre, ha deciso senza esitazioni di essere la donatrice, mettendo in secondo piano la sua carriera sportiva e le Olimpiadi per salvare la vita del genitore.

Joana ci offre una lezione sulle decisioni e le priorità. La tua famiglia è più importante della tua carriera e del tuo sviluppo personale?

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