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Atleta olimpica 16enne vince la pressione con la fede

Patrick Smith / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

CALI, COLOMBIA - JULY 18: Sydney McLaughlin of the USA in action during the Girls 400 Meters Hurdles Final on day four of the IAAF World Youth Championships, Cali 2015 on July 18, 2015 at the Pascual Guerrero Olympic Stadium in Cali, Colombia. Patrick Smith/Getty Images for IAAF/AFP

Philip Kosloski - pubblicato il 05/08/16

“Rimanere attaccata a quello che so e credere che tutto ciò che mi è stato dato viene da Dio ha giocato un ruolo fondamentale nella mia vita”

Quest’anno non è stato facile per Sydney McLaughlin, una 16enne del New Jersey (Stati Uniti).

Qualche mese fa si è ammalata di mononucleosi, la madre ha avuto un attacco cardiaco e come se non bastasse lei ha subito un crollo nervoso prima di una competizione in pista importante a livello di qualifiche.

Proprio prima delle selezioni olimpiche è entrata in panico e ha quasi fatto marcia indietro. La pressione era intensa, visto che era un’esperienza nuova per lei. La McLaughlin ha descritto i sentimenti che ha provato in un’intervista rilasciata al Washington Post.

“Ero andata all’incontro qualche giorno prima della mia gara… Ho visto l’atmosfera. Era come qualsiasi altro incontro, ma allo stesso tempo era in televisione, ricevevo messaggi da tutti i miei amici e c’era talmente tanto più impegno che in un normale incontro liceale che a un certo punto mi sono sentita sopraffatta”.


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Suo padre, Willie McLaughlin, conosceva fin troppo bene la pressione e ha provato a calmarla. Willie da giovane è stato una star della pista e nel 1984 ha sostenuto le selezioni olimpiche, arrivando in semifinale.

“Sostenere le selezioni olimpiche è stata la cosa più stressante che abbia mia fatto nella vita… Corri contro il meglio del meglio solo per raggiungere quei tre posti… Lo stress è indicibile”.

Oltre all’aiuto e al sostegno della sua famiglia e dell’allenatore, cosa ha aiutato Sydney? Qual è stata la sua motivazione?

“Rimanere attaccata a quello che so e credere che tutto ciò che mi è stato dato viene da Dio ha giocato un ruolo fondamentale nella mia vita”, ha affermato in un’intervista alla Catholic News Agency. Quando è stata selezionata per far parte della squadra statunitense che sarebbe andata a Rio, il turbinio degli eventi “ha mostrato definitivamente che questo è il progetto di Dio per me”.

La McLaughlin frequenta la Union Catholic High School, e la sua fede cristiana l’ha aiutata a perseverare nonostante tutti gli alti e bassi della vita.

Sydney non si sarebbe mai aspettata di partecipare alle Olimpiadi 2016 di Rio. Ha ammesso che pensava a quelle del 2020 ed è rimasta sorpresa dai suoi successi recenti. Dopo aver corso i 400 metri a ostacoli in soli 54.15 secondi, è diventata il membro più giovane della squadra olimpica statunitense di atletica e ha stabilito un record mondiale juniores. Il suo tempo è anche diventato il settimo nella classifica mondiale femminile.

Alla vigilia delle Olimpiadi, la McLaughlin ritiene che i suoi nervi siano all’altezza della sfida e che l’esperienza delle selezioni l’abbia aiutata a capirlo.

“Sentirsi dire che è solo una gara, che non è niente di diverso, aiuta. Lo stesso giro con lo stesso numero di ostacoli, la stessa distanza… Non è diverso da una corsa al liceo, solo un po’ più veloce. Penso che a Rio sarà lo stesso. Il posto è diverso, ma è la stessa cosa che faccio sempre”.

Dopo la fine dei Giochi vuole tornare a scuola e continuare ad aiutare a istituire un club per giocolieri. È una delle sue passioni, e vorrebbe avere l’opportunità di esibirsi come giocoliera olimpica se questa specialità venisse mai aggiunta ai Giochi.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
fede e sportrio 2016
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