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Cardinal Bagnasco: musulmani oggi nelle chiese, “lieti e grati” per il gesto

WEB – Cardinal Angelo Bagnasco – Synod of Bishops – © Antoine Mekary – ALETEIA DSC6774

© Antoine Mekary / Aleteia

Radio Vaticana - pubblicato il 31/07/16

In Italia e in Francia delegazioni di musulmani hanno partecipato alle messe in diverse città

“Siamo molto lieti e molto grati, insieme alle nostre comunità cristiane”, “grati di questa pronta risposta a un appello che aspettavamo”. È una “condanna netta e permanente, senza se e senza ma”. La presenza dei fedeli musulmani durante le Messe odierne, in Francia e in Italia, come gesto di solidarietà verso i cristiani e di condanna della violenza terroristica dopo l’attacco nella chiesa di Rouen, viene commentata positivamente dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei.

Si sta creando una reazione corale al terrorismo islamico
Da Cracovia, dove partecipa assieme ai giovani italiani alla Gmg che si conclude oggi, afferma: “Il fatto è che non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando – si legge su Avvenire di oggi -. È vero infatti che il mondo musulmano è abbastanza frammentato per motivazioni di carattere teologico, che non ci competono, ma su questo punto fondamentale di condanna netta della barbarie si può essere tutti d’accordo. E ora mi pare che si vada in questa direzione”.

Prima risposta al fondamentalismo barbaro deve arrivare dal mondo islamico
“La religione vera – afferma il porporato – porta sempre all’amore, alla pace, illumina la vita, tutto ciò che invece che si tinge di morte può dirsi religioso ma non lo è, mai”. La “condanna della violenza fondamentalista” ha un “grande valore che unifica e supera tutte le distinzioni… La primissima risposta al fondamentalismo barbaro e brutale deve arrivare dal mondo islamico, perché se chi pratica la violenza si sente circondato da una condanna netta, chiara, permanente, senza paura credo dovrà prenderne atto”.

La crisi dell’Europa prima che politica è spirituale
L’arcivescovo di Genova si augura che questo sia “l’inizio di un percorso nuovo” perché “sappiamo tutti che la crisi dell’Europa prima che politica è spirituale”; occorre dunque riaffermare “il primato dello spirito, che significa elevare l’uomo a un livello più alto di pensiero, di azione e di sentire. Credo che questo sia un valore condiviso da tutte le religioni”.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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dialogo islamo cristiano
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