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Battute, selfie e lacrime al pranzo del Papa con i ragazzi

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Battute, domande e risposte, selfie, e anche qualche lacrima. Sono stati gli ingredienti del pranzo del Papa con dodici ragazzi della Giornata mondiale della Gioventù, oggi nell’arcivescovado di Cracovia. A una ragazza colombiana Francesco ha confermato che è in programma un viaggio nel paese sudamericano l’anno prossimo.  

Francesco ha pranzato con 12 ragazzi dei cinque continenti e dalle biografie disparate, oltre agli interpreti, per un’ora e mezza, dopo la messa mattutina nel santuario della Divina Misericordia e la veglia conclusiva della Gmg nel Campus Misericordiae alla periferia di Cracovia. Clima rilassato, menù polacco (zuppa, «piroghi», riso e carne, dolce al latte e caffè), i ragazzi, alcuni dei quali fanno parte dello staff organizzatore della Gmg, gli hanno rivolto molte domande sui temi più diversi, dall’evangelizzazione alla situazione dei carcerati, senza evitare questioni più personali.  

«Gli abbiamo chiesto come si confessa», racconta il brasiliano José Pasternak nel corso di un briefing con i giornalisti, «ci ha detto che si confessa ogni 15-20 giorni da un francescano, ed ha sottolineato che non bisogna avere vergogna dei propri peccati». Il Papa ha ricordato della confessione, a 17 anni in Argentina, decisiva nella sua decisione di diventare Prete. «Per lui la confessione è lasciarsi guardare dallo sguardo amorevole di Dio che tutto perdona». Francesco, poi, «ci ha detto che ogni volta che entra in un carcere pensa che potrebbe essere lui al posto dei detenuti, e solo la grazia di Dio gli ha consentito di evitarlo». I ragazzi hanno domandato al Papa come evangelizzare gli altri giovani, come comportarsi quando incontrano un sacerdote difficile, qual è la sfida maggiore per lui in questo momento: «Vorrebbe che noi giovani andassimo avanti, non perdessimo mai la speranza», riferisce Fatima Leung-Wai della Nuova Zelanda, secondo la quale il Papa, al contatto personale, appare come un «leader umile, sereno, pacifico: mi fido di lui». 

I ragazzi che hanno mangiato col Papa vengono da Polonia, Brasile, Nuova Zelanda, Vietnam, Colombia, Zimbabwe, Ucraina, Canada. C’è posto anche per le domande più personali: che musica ascolta, qual è il suo piatto preferito? «Non ne ho uno, ma mi piace la cucina polacca», la risposta del Papa gesuita. La ragazza ucraina, greco-cattolica, evoca la drammatica situazione del suo paese, e a lei e ad altri giovani spunta qualche lacrima. Paula Mora Diaz, colombiana, domanda conferma al Papa di una visita e Francesco «mi ha confermato che il viaggio è in programma», racconta. Alla fine del pranzo, saluti, abbracci, qualche selfie. E qualche battuta. «Mi ha chiesto chi è meglio tra Pelè e Maradona», racconta il ragazzo brasiliano. «Ci ho pensato un po’ e ho risposto: Messi. Il Papa è scoppiato a ridere». 

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