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In che modo il digiuno può portare la pace nel mondo?

© Godong
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Riunendosi insieme per una giornata dedicata alla preghiera, chiedendo l’intercessione della Madonna e appellandosi a Dio. Come ci insegnano l’Antico Testamento. E i papi

Una giornata di digiuno e preghiera. È quella che ha proposto il presidente della conferenza episcopale francese monsignor Georges Pontier, che a poche ore dall’uccisione di don Jacques Hamel a Saint-Étienne-du-Rouvray ha invitato i cattolici francesi a vivere venerdì 29 luglio una giornata di digiuno e preghiera «per la pace nel mondo» e per la pace «nel nostro Paese» (Vita.it, 29 luglio).

Monsignor Pontier, arcivescovo di Marsiglia, da Cracovia dove si trovava in occasione della Gmg ha scritto ai cattolici d’Oltralpe – come si legge su La-croix.com (29 luglio) – «solo la fraternità, così cara al nostro Paese, conduce a una pace durevole. Costruiamola insieme».

IL DIGIUNO PER LA SIRIA

Ma in che modo una giornata di digiuno può sollecitare alla pace nel mondo? Quella in Francia non è un’iniziativa nuova. Papa Francesco l’aveva proposta in occasione della fase più cruenta della guerra civile in Siria. Anche Benedetto XVI vi aderì.

«Fratelli e sorelle – annunciava durante l’Angelus dell’1 settembre 2013 in Piazza San Pietro Papa Francesco – ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà» (Aleteia, 2 settembre 2013).

ATTO LITURGICO

Il 7 settembre in Piazza San Pietro, spiegava Bergoglio, «ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione».

INTERCESSIONE DELLA VERGINE

E’ attraverso l’atto liturgico che quella richiesta di pace prende forma. Un atto che prevede, anzitutto, un’invocazione alla Vergine. «A Maria – precisava ancora Papa Francesco – chiediamo di aiutarci a rispondere alla violenza, al conflitto e alla guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell’amore. Lei è madre: che Lei ci aiuti a trovare la pace; tutti noi siamo i suoi figli! Aiutaci, Maria, a superare questo difficile momento e ad impegnarci a costruire ogni giorno e in ogni ambiente un’autentica cultura dell’incontro e della pace».

IL DIGIUNO DI WOJTYLA

Prima ancora era stato Giovanni Paolo II, nel 2002, a proporre una giornata di digiuno e preghiera per la pace nel mondo, annunciandolo sempre durante l’Angelus (Toscana Oggi, 11 dicembre 2002).

«Sappiamo – spiegava Wojtyla – che la preghiera acquista forza se è accompagnata dal digiuno e dall’elemosina. Così insegna già l’Antico Testamento ed i cristiani, fin dai primi secoli, hanno accolto questa lezione e l’hanno applicata, particolarmente nei tempi di Avvento e di Quaresima. Da parte loro, i fedeli dell’Islam hanno appena iniziato il Ramadan, mese consacrato al digiuno e alla preghiera. Noi cristiani ci avvieremo tra poco nell’Avvento per prepararci, nella preghiera, alla celebrazione del Natale, giorno della nascita del “Principe della pace”».

“MARIA SOSTENGA GLI SFORZI PER LA PACE”

In questo tempo, proseguiva il Papa «chiedo ai cattolici che il prossimo 14 dicembre sia vissuto come giorno di digiuno, durante il quale pregare con fervore Dio perché conceda al mondo una pace stabile, fondata sulla giustizia, e faccia sì che si possano trovare adeguate soluzioni ai molti conflitti che travagliano il mondo. Ciò di cui ci si priva nel digiuno potrà essere messo a disposizione dei poveri, in particolare di chi soffre in questo momento le conseguenze del terrorismo e della guerra»

«Affido fin d’ora queste iniziative alla materna intercessione di Maria Santissima, chiedendoLe di voler sostenere i nostri sforzi e quelli dell’umanità intera sulla via della pace».

GESU’ E L’ASTENSIONE DAL CIBO

In diversi esempi dell’Antico Testamento il digiuno è legato alla preghiera d’intercessione. Davide pregò e digiunò per suo figlio ammalato (2 Samuele 12:16), piangendo davanti al Signore, intercedendo con sincerità e con fervore (vv 21-22). Ester sollecitò Mardocheo ed i Giudei a digiunare per quanto aveva progettato, ovvero la sua apparizione davanti al re, suo marito (Ester 4:16).

Il digiuno dei cristiani trova il suo modello e il suo significato nuovo e originale in Gesù. Egli ricorda ai suoi discepoli la necessità del digiuno per lottare contro il maligno e durante tutta la sua vita, in alcuni momenti particolarmente significativi, ne mette in luce l’importanza e ne indica lo spirito e lo stile secondo cui viverlo.

“Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno”.(cfr Mt 17 ,14 -21) (http://www.reginamundi.info).

LEGAME TRA DIGIUNO E PREGHIERA

Riferimenti evangelici possono essere: Il libro degli Atti, secondo cui i credenti digiunavano prima di prendere decisioni importanti (Atti 13:4; 14:23). Spesso il digiuno e la preghiera sono collegati (Luca 2:37; 5:33). Sebbene nella Scrittura il digiuno sia quasi sempre un’astinenza dal cibo, ci sono altri modi per digiunare. Qualunque cosa tu possa sospendere temporaneamente per concentrarti meglio su Dio può essere considerata un digiuno (1 Corinzi 7:1-5).

LE NORME DELLA CHIESA

La Chiesa, nel tempo, ha regolamentato il digiuno. Disposizioni normative sono la determinazione della disciplina penitenziale della Chiesa universale, che i canoni 1251 e 1253 del Codice di diritto canonico affidano alle Conferenze Episcopali.

Lo scopo del digiuno è concentrarsi su Dio, distaccandosi dal benessere materiale (Cantuale Antonianum, 2009).

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