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Un pianoforte che conduce a Dio

© Chiara Bertoglio
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Chiara Bertoglio: musica, spiritualità e teologia

 

Come è nato il suo interesse per la scrittura?

La lettura ha rappresentato e rappresenta una delle più grandi passioni della mia vita: sono stata già da piccola una divoratrice di libri, anche questo grazie a mia mamma e a mio papà fin da quanto mi tenevano in braccio: mi definisco perciò una lettrice compulsiva. Le prime esperienze come scrittrice sono nate in maniera provvidenziale, nel senso che un mio conoscente che era un docente universitario mi chiese di tenere un seminario per i suoi studenti, ed io molto imbarazzata e preoccupata  studiai moltissimo per fare bella figura. Alla fine avevo accumulato una tale mole di appunti che il primo libro nacque così, praticamente da solo.

Qual è stata la verità più importante che la fede le ha permesso di scoprire?

La mia fede deve molto alla vicinanza con l’Ordine domenicano nell’ambito del quale ho tantissimi amici, sacerdoti e religiose: sono stati loro a stimolarmi e ad appassionarmi allo studio della teologia. Grazie a questi studi e alle mie esperienze personali ho compreso che tutto viene dall’essere perdonati, non è l’uomo a dover convincere Dio di essere buono e degno di amore: è il Suo sguardo su di noi ad essere misericordioso. Ci illudiamo di poter organizzare, gestire e controllare la nostra vita, ma tutto è nelle Sue mani: la rivelazione di Dio per me è la Sua Misericordia.

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