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3 santi che hanno testimoniato la violenza

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Philip Kosloski - Aleteia - pubblicato il 28/07/16

E cosa possono insegnarci nella nostra epoca tormentata

Di fronte alla violenza che continua a imperversare nel mondo, molti di noi stanno iniziando a temere di consultare i propri account sui social media la mattina. Ci sarà un’altra città o un altro Paese per cui pregare?

La violenza e la distruzione della vita umana sono la tragedia più grande su questa terra. Siamo tutti creati “a immagine e somiglianza di Dio”, e ogni vita è preziosa e irripetibile. Il Catechismo ci incoraggia a prendere posizione contro lo spargimento di sangue e a fare tutto quello che possiamo per porvi fine.

“Coloro che, per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, rinunciano all’azione violenta e cruenta e ricorrono a mezzi di difesa che sono alla portata dei più deboli, rendono testimonianza alla carità evangelica, purché ciò si faccia senza pregiudizio per i diritti e i doveri degli altri uomini e delle società. Essi legittimamente attestano la gravità dei rischi fisici e morali del ricorso alla violenza, che causa rovine e morti” (n. 2306).

Quando pensiamo a cosa fare di fronte a questa violenza senza senso dobbiamo chiederci: “Cosa farebbero i santi?”

Un gran numero di santi è infatti stato testimone di grande violenza. Dio li ha fatti confrontare con i mali della loro epoca, e i santi hanno testimoniato violenze di ogni tipo e stile.

I santi delle origini hanno testimoniato gli orrori che hanno accompagnato l’istituzione della Chiesa, diventando essi stessi vittime della barbarie. I racconti sui primi martiri non sono certo letture leggere.

C’è poi stata l’eroina di guerra Giovanna d’Arco, ma non è certo l’unica santa ad aver testimoniato l’amore di Dio nel contesto dello scontro tra le Nazioni o della
guerra civile. Forse la causa di padre Emil Kapaun avanzerà presto, come esempio moderno di santo del tempo di guerra. E ci sono poi dozzine di santi della Guerra Civile spagnola del XX secolo.

Santa Rita da Cascia non è stata l’unica santa a vedere la violenza distruggere anche la sua stessa famiglia.

I santi hanno testimoniato – e combattuto – la violenza di ogni tipo. Alla luce della Giornata Mondiale della Gioventù in svolgimento in Polonia, guardiamo all’esempio di un santo caro ai giovani pellegrini e ad altri due che ci fanno pensare molto nell’atmosfera politica globale dei nostri giorni.

Impariamo dal loro esempio e chiediamo loro come poter gettare semi di pace in un mondo in guerra.

San Giovanni Paolo II

Il giovane Karol Wojtyła è stato spinto in un mondo di odio e violenza a seguito dell’invasione della Polonia da parte della Germania nazista. Wojtyła e suo padre, dopo un tentativo infruttuoso di fuggire ad Est, tornarono a Cracovia per trovare ovunque la bandiera nazista. Si ritirarono nel loro appartamento e furono soggetti a uno dei regimi più terribili della storia.

Il tentativo dei nazisti di eliminare qualsiasi traccia della cultura polacca ha avuto l’effetto opposto. Poco dopo l’invasione nazista, Karol cospirò con i suoi colleghi amanti della letteratura per organizzare una lettura di poesia a casa di un amico. Karol e il suo gruppo di amici sapevano che per tener viva la Polonia dovevano preservare le arti. In particolare, si concentrarono sul preservare la Polonia attraverso le ricchezze della sua lingua. Questo piccolo gruppo non si limitava a recitare poesia, mettendo in scena anche opere classiche polacche di notte nelle case dei loro sostenitori. Nel corso degli anni, la Polonia ha sofferto molto per via del controllo straniero del suo territorio, ma la sua cultura e la sua fede in Dio l’hanno sempre tenuta unita.

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Tags:
san giovanni paolo iisanti e beati
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