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10 atleti religiosi che non nascondono la propria fede

Foto: riproduzione/Facebook
Foto: riproduzione/Facebook
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Parlano di Dio nelle interviste, usano magliette con messaggi religiosi e sfidano addirittura i politici in nome delle proprie convinzioni

Possono anche essere criticati da burocrati e sponsor, ma non esitano a usare il loro prestigio per annunciare la fede che professano. In gare o interviste, dedicano le loro vittorie a Dio e lo indicano come motivazione principale per superare i limiti.

Ecco 10 atleti che non hanno paura di mostrare la propria religiosità in pubblico:

Kaká

Foto: Reuters
Foto: Reuters

Il calciatore brasiliano dedica spesso le proprie vittorie a Dio, a volte anche con magliette che rendono ancora più esplicita la sua fede. Nato in una famiglia cristiana, è diventato una star nel mondo evangelico grazie alle sue frequenti e coraggiose testimonianze.

Kobe Bryant

Kobe Bryant e famiglia. Foto: Bigstock
Kobe Bryant e famiglia. Foto: Bigstock

Il giocatore di basket è cattolico, e ha già raccontato in alcune interviste come la sua fede lo abbia aiutato ad affrontare il momento più difficile della sua vita. Nel 2001 Bryant è stato accusato di stupro e ha cercato nella religione un sostegno per affrontare questa situazione. In quel momento ha detto che un sacerdote cattolico è diventato il suo miglior consigliere.

David Luiz

Foto: Wikimedia Commons
Foto: Wikimedia Commons

È un altro calciatore famoso per le sue dimostrazioni di religiosità in campo. Non si vergogna a mettere la mano sulla testa dei compagni e a pregare per loro in momenti delicati come i rigori. Nel 2015 è stato battezzato nella Chiesa Hillsong di Parigi, dove abita, e fa parte del movimento evangelico Ho Scelto di Aspettare, che predica la castità prematrimoniale.

LEGGI ANCHE: Kobe Bryant, il ritiro di un campione salvato dalla fede e dalla famiglia

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