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Perché San Cristoforo è il patrono degli automobilisti e dei viaggiatori?

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Ecco la storia di questo santo tanto amato dai cattolici per chiederne l'intercessione oggi stesso

San Cristoforo è il patrono degli automobilisti e, per estensione, dei viaggiatori. Secondo la leggenda greca, San Cristoforo era un barbaro antropofago della tribù dei cinocefali – uomini con la testa di cane – che si convertì, entrò negli eserciti imperiali e rifiutò l’apostasia, morendo sotto indicibili torture.

La leggenda occidentale lo presenta in modo diverso: un gigante con manie di grandezza. Serviva un re potente che, supponeva, fosse il più grande della terra, ma lo lasciò quando seppe che Satana era più grande e più potente.

Sentendo qualcosa relativo a Gesù, di gran lunga superiore a Satana, Cristoforo cercò di informarsi. Andò alla ricerca di delucidazioni da un eremita, e seppe che Nostro Signore era l’esatto opposto del demonio, che apprezzava gli uomini per la bontà nei confronti del prossimo e non per la grandezza.

Fermatosi sulla riva di un fiume in piena, per fare del bene ai propri simili propose di portare da un lato all’altro quelli che ne avevano bisogno, avvalendosi dell’immensa forza di cui era dotato.

Una sera un ragazzino chiese al gigante di portarlo all’altra riva. Cristoforo lo prese sulle spalle e iniziò a sfidare la corrente.

Più avanzava, più quella creatura iniziava a pesare tremendamente. Che significava? Si sarebbe detto che portava sulle spalle il peso del mondo! Il gigante, ansimando, riuscì a raggiungere l’altra riva, anche se ci aveva messo moltissimo.

Asciugandosi il sudore sul volto disse al ragazzo: “Il mondo non pesa più di te!”

Il ragazzino sorridendogli dolcemente, replicò: “Tu hai portato sulle spalle più di tutto il mondo. Hai portato il suo Creatore! Io sono il Gesù che tu servi!”

In seguito, attraverso quel Gesù che aveva avuto la fortuna di trasportare sulle spalle, il buon gigante diede la vita senza curarsi della crudeltà degli aguzzini.

San Cristoforo ha poi iniziato ad essere invocato dai conducenti dei veicoli e dai viaggiatori, e la formula Christophorum videas, postea tutus eas è diventata comune. A chi viaggiava, perché lo facesse in sicurezza, si consigliava: “Guarda San Cristoforo e vai tranquillo!”

Dice il martirologio, in una sintesi:

In Licia San Cristoforo martire, che sotto l’imperatore Decio venne ferito con sbarre di ferro e preservato dalla violenza del fuoco per il potere di Gesù Cristo, venne alla fine trafitto da frecce e ricevette il martirio mediante decapitazione (III secolo?) (Vita dei Santi, Padre Rohrbacher, Volume XIII, pagg. 341-343)

Preghiera a San Cristoforo

O San Cristoforo, che hai attraversato le correnti impetuose di un fiume con fermezza e sicurezza perché portavi sulle spalle il Bambino Gesù, fa’ che Dio si senta sempre bene nel mio cuore, perché allora avrò sempre fermezza e sicurezza guidando la mia vettura e affronterò coraggiosamente tutte le correnti in cui mi imbatterò, che vengano dagli uomini o dallo spirito infernale.

San Cristoforo, prega per noi. Amen.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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