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Aridatece Satanasso

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don Fabio Bartoli - La Fontana del Villaggio - pubblicato il 26/07/16

Il Parlamento ha iniziato i lavori per l'approvazione della cannabis legalizzata. Vietato vietare vince ancora?

Che nostalgia dei grandi peccatori!

Quelli del Romanticismo o dell’epoca barocca, dei tempi in cui si amava, si odiava e si ammazzava il nemico! Dove sono i don Rodrigo, gli Heatcliff i Raskolnikov del nostro tempo?

Cosa sono questi ritardati affettivi, questi bambolotti che pretendono che lo stato garantisca loro per legge il diritto a trasgredire a confronto dei grandi passionali di una volta?

Prendi Rimbaud, per esempio, o Caravaggio, pervertiti, ok, assassini, pedofili forse, ed anche peggio, ma con la schiena diritta!

Uomini che potevi comunque guardare negli occhi e stimare, se non altro perché non avevano timore di pagare salato il prezzo delle loro passioni.

In uno dei suoi più lucidi racconti (“il brindisi di Berlicche”) C.S. Lewis rivendica proprio al diavolo e alla sua opera l’espansione incontrollata del Mediocristanche sembra aver invaso le nostre città.

E si capisce, strategicamente infatti il Mediocristan è casa sua, è assai più utile alla sua causa che a quella di Dio, perché per essere santi bisogna essere grandi, non esiste un santo che non sia anche un grande uomo, invece per andare all’inferno basta scivolare anche molto lentamente su di un piano inclinato, tranquillo e senza scossoni.

Si può annegare anche in trenta centimetri d’acqua se non si tira mai su la testa!

Tutto questo mi fa venire in mente l’attuale dibattito sulla legalizzazione delle droghe cosiddette leggere.

Ma davvero qualcuno pensa che abbiamo bisogno di questo? Di un ulteriore dose di faunpocomecazzotipare? E scusate il linguaggio pesante, forse inadatto alla mia veste, ma certamente richiesto dalla materia.

La cosa che mi preoccupa di più è che nell’adolescente il bisogno di trasgredire è fisiologico. è non conformandoci che cresciamo, dicendo no a ciò che non ci piace, desiderando elevarci al di sopra della mediocrità.

Molto prima di capire chi siamo, comprendiamo, per dirla con Montale, “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

Dunque delle due l’una: o i nostri ragazzi, privati della possibilità di trasgredire da genitori che gli dicono con beata incoscienza “fa quel che vuoi”, spegneranno in se stessi ogni anelito di grandezza e diventeranno automi obbedienti coscritti nell’esercito mediocristiano, oppure, non riuscendo a sopprimere in se stessi l’anelito al di più, cercheranno trasgressioni sempre più forti e pericolose, mettendo seriamente a rischio la loro vita e quella del prossimo.

Pur di non essere mediocristiani finiranno con il diventare cittadini della terra opposta, quell’Estremistan in cui tutto è follia e squilibrio e sensazioni forti.

Né in un caso né nell’altro saranno mai più padroni di se stessi e della propria vita.

L’abolizione del diavolo non porta alla sua sparizione, dichiarare per legge che il male non è più male non lo rende buono, e alzando l’asticella della trasgressione otterremo come unico risultato una generazione intera di imbecilli pavidi e pochi campioni mondiali del suicidio esistenziale assistito.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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