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Il silenzio di papa Francesco ad Auschwitz lodato dalla comunità ebraica

Matteo Flammini-CC / © Antoine Mekary - ALETEIA (Composition)

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Ary Waldir Ramos Díaz - Aleteia - pubblicato il 26/07/16

“Il cardinale Carlo Maria Martini diceva che non dobbiamo chiederci dove sia Dio, ma chiederci dove sia l’uomo. E questa è la domanda lanciata da papa Francesco. Dov’è l’uomo?”, ha commentato ad Aleteia Vania De Luca, vaticanista della RAI.

“Papa Francesco ci ha offerto vari momenti di silenzio, come nella veglia di preghiera per la pace in Siria e in molte altre manifestazioni della sua spiritualità. Ci regala il silenzio. Penso al Venerdì Santo, quando il papa prostrato a terra celebra la Passione del Signore nella Basilica di San Pietro”.

“Nel silenzio e invocando il dono delle lacrime, papa Francesco ci offrirà il suo senso di partecipazione a quanto avvenuto nell’Olocausto, uno dei tre grandi genocidi del XX secolo”, ha aggiunto la De Luca.

Tutto questo si unisce a gesti precedenti, come la preghiera silenziosa al memoriale di Tzitzernakaberd a Erevan, in Armenia, costruito per ricordare le vittime del genocidio.

“Le parole non sono sufficienti a esprimere tanta sofferenza (nei campi di sterminio), e quindi il silenzio del papa è quello di una persona che si interroga ed è alla ricerca”, ha spiegato la De Luca.

Allo stesso modo, ha ricordato la morte ad Auschwitz dei martiri cristiani Massimiliano Maria Kolbe ed Edith Stein, che hanno avuto gesti di misericordia silenziosi in opposizione ai nazisti.

Francesco andrà ad Auschwitz per ripercorrere quei passi di abbandono a Dio inseriti nelle azioni prima che nelle parole.

La visita del papa ad Auschwitz coincide con il 75° anniversario della morte di Kolbe, francescano polacco che si offrì di morire al posto di un padre di famiglia. Francesco pregherà nella cella del martire, dove questi morì a causa di un’iniezione letale dopo essere sopravvissuto a una prolungata privazione del cibo.

Dal canto suo Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha scritto una lettera a papa Bergoglio nella quale loda la “giusta decisione” del silenzio ad Auschwitz in mezzo alle “ferite aperte” dell’Europa.

“Un evento molto atteso, che porterà l’attenzione di milioni di persone su quella buia pagina di storia che è una ferita aperta nel cuore dell’Europa e che continua a interrogare le coscienze di tutti quei cittadini cui preme, dal profondo del cuore, la difesa della pace, della libertà e della democrazia”, ha scritto la Di Segni al Papa.

I giovani della GMG, terreno fertile contro l’antisemitismo e l’odio

L’alleanza dei parlamentari contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa ha denunciato di recente a Roma, secondo dati del Pew Research Center (PEC), che i pregiudizi contro il popolo ebraico stanno aumentando in vari Paesi cattolici.

Il razzismo è un sassolino nella scarpa in Paesi cristiani come l’Italia, dove secondo il PEC una persona su cinque manifesta l’antisemitismo (21%), la Spagna (17%), la Germania (9%), il Regno Unito e la Francia (7%).

Alla GMG si sono iscritti 574.000 giovani, provenienti soprattutto da Italia, Spagna, Francia, Ucraina e Portogallo, mentre agli eventi principali si pensa di arrivare a una partecipazione di 1.800.000 persone.

LEGGI ANCHE:Auschwitz, Noemi di Segni a Papa Francesco: grazie per scegliere il silenzio

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antisemitismoauschwitzedith steingmg cracovia 2016papa benedetto xvipapa francescosan giovanni paolo iisan massimiliano maria kolbe

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