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Il silenzio di papa Francesco ad Auschwitz lodato dalla comunità ebraica

Matteo Flammini-CC / © Antoine Mekary - ALETEIA (Composition)
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Misericordia opposta all'antisemitismo e all'odio nel gesto umile del pontefice, esempio per i giovani della GMG

Due giorni dopo il suo arrivo a Cracovia, venerdì 29 luglio, papa Francesco visiterà il campo di concentramento di Auschwitz, in rigoroso silenzio e in preghiera.

Sarà un gesto di umiltà di fronte al dolore umano da imprimere nella memoria dei giovani che partecipano alla GMG 2016 a Cracovia e lodato dalla comunità ebraica italiana.

“Vorrei andare in quel posto di orrore senza discorsi, senza gente, soltanto i pochi necessari… Ma i giornalisti è sicuro che ci saranno!… Ma senza salutare questo, questo… No, no. Da solo, entrare, pregare… E che il Signore mi dia la grazia di piangere”, ha detto Francesco il 26 giugno durante la conferenza stampa sul volo di ritorno a Roma dall’Armenia.

Durante la presentazione alla stampa del viaggio del pontefice in Polonia, il 20 luglio, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha osservato che la tappa al luogo simbolo dell’Olocausto (השואה ,Shoah, “La Catastrofe”), emblema dello sterminio di sei milioni di ebrei, è una delle più significative dell’itinerario.

In quell’occasione, il pontefice incontrerà un gruppo di sopravvissuti ad Auschwitz, attraverserà a piedi il cancello con l’iscrizione Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi) e poi pregherà davanti al “muro della morte”.

In questo senso, le comunità ebraiche italiane hanno lodato la decisione di Francesco di “non intervenire con un discorso formale ma di concentrare l’emozione di questa visita, così significativa, in un lungo e intenso silenzio”.

“Dov’era Dio ad Auschwitz?”, si è chiesto lo scrittore italiano di origine ebraica sefardita Primo Levi in Se questo è un uomo, in cui ha teorizzato che l’uomo e solo l’uomo era colpevole, nonché responsabile del fatto che non accada di nuovo. Da ciò deriva il fatto che il cristianesimo europeo abbia una ferita aperta da allora.

LEGGI ANCHE: Come il comandante di Auschwitz ha trovato la misericordia di Dio

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