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Accordo tra Bankitalia e authority finanziaria vaticana sulla vigilanza

Vatican Insider - pubblicato il 26/07/16

L’Autorità di Informazione Finanziaria del Vaticano (Aif) e la Banca d’Italia hanno finalmente concluso un atteso accordo di cooperazione «finalizzato a facilitare, su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria». 

L’annuncio è stato dato in contemporanea, oggi, dalla sala stampa della Santa Sede e dall’ufficio stampa di Palazzo Koch. L’accordo è stato firmato, per l’authority finanziaria, dal presidente René Bruelhart e dal direttore Tommaso Di Ruzza, e per Bankitalia dal Governatore Ignazio Visco e dal capo del Dipartimento Vigilanza, Carmelo Barbagallo. 

«L’accordo – si legge nei due comunicati – consente ad entrambe le Autorità di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. Sono state previste, tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull’utilizzo delle informazioni. Questo accordo di cooperazione segue quello già siglato tra l’AIF e l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia nel 2013 per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo». 

Si normalizzano così i rapporti tra authority vaticana e Banca d’Italia dopo anni non facili. Quando, ad esempio, la procura di Roma, su segnalazione dell’Uif, sequestrò 23 milioni di euro dello Ior, nel settembre 2010, e quando, a gennaio del 2013, vennero bloccati i Pos e bancomat della filiale italiana di Deutsche Bank presenti nello Stato della Città del Vaticano. Il giro di vite normativo avviato da Benedetto XVI e accentuato da Francesco, nonché il lavoro dell’Aif, hanno poi creato le basi per una svolta dei rapporti, dapprima con l’accordo tra Uif e Bankitalia del 2013. In quell’occasione Palazzo Koch, in una nota, sottolineò che «l’obbligo dell’AIF di definire protocolli d’intesa, da sottoporre preventivamente anche al “nulla osta” della Segreteria di Stato vaticana, era stato introdotto con una norma del gennaio 2012. Veniva così modificata la previgente regolamentazione del 2010, che consentiva all’AIF di collaborare senza necessità di accordi formali. Nel dicembre 2012 la clausola relativa al “nulla osta” è stata rimossa. Tale ultimo intervento normativo, in linea con gli standard internazionali in materia di indipendenza operativa delle FIU, ha favorito l’ammissione dell’AIF nel Gruppo Egmont e ha posto le basi per la sottoscrizione del Protocollo con l’UIF, che ricalca il modello predisposto dallo stesso Gruppo Egmont». 

I rapporti sono poi ulteriormente migliorati, tanto che alla presentazione del rapporto annuale dell’Aif, ad aprile scorso in Vaticano, il direttore generale Tommaso Di Ruzza spiegò che con Banca d’Italia c’era «un ottimo dialogo, con fiducia reciproca e comprensione delle rispettive competenze», e aggiunse: «Siamo piuttosto fiduciosi che si possa formalizzare con la Banca d’Italia un accordo di collaborazione analogamente a quello con le autorità di informazione finanziaria». 

«L’accordo stabilisce un canale istituzionale per lo scambio di informazioni tra l’AIF e la Banca d’Italia, che rafforza ulteriormente la cooperazione bilaterale tra Santa Sede e Italia nella comune lotta contro gli illeciti di natura finanziaria», ha commentato oggi il Presidente dell’authority finanziaria del vaticano, Bruelhart. «Si tratta di un importante passo con il quale le due Autorità di vigilanza potranno monitorare le relazioni tra i rispettivi enti vigilati, favorendo la trasparenza delle attività e la stabilità dei due sistemi finanziari, obiettivi cruciali considerato anche l’attuale scenario europeo e internazionale», ha affermato da parte sua il direttore dell’AIF, Di Ruzza. 

L’AIF, ricorda la nota vaticana, è l’autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e regolamentazione finanziaria e per l’intelligence finanziaria, istituita da Papa Benedetto XVI il 30 dicembre 2010 e consolidata da Papa Francesco con lo Statuto del 15 novembre 2013. L’authority finanziaria ha sinora siglato accordi di cooperazione con le Autorità di vigilanza di vari Stati esteri, fra i quali Brasile, Germania, Lussemburgo, Polonia e Stati Uniti d’America. Nella funzione di Autorità competente per l’informazione finanziaria, è nel “Gruppo Egmont” dal 2013 e ha siglato accordi di cooperazione con le Unità di Informazione Finanziaria (UIF) di vari Stati esteri, fra i quali Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cipro, Cuba, Francia, Germania, Italia, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Paraguay, Perù, Polonia, Regno Unito, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Ungheria e, ora, finalmente, Italia. 

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