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Alla Gmg di Cracovia passando per la «Jungla» di Calais

Vatican Insider - pubblicato il 23/07/16

Gmg 2016 

Giovani che cantano insieme con la chitarra e i tamburi, condividendo i pasti sotto le tende: scene usuali che da trent’anni ormai accompagnano ogni Giornata mondiale della Gioventù. Solo che stavolta arrivano pure da uno degli epicentri della sofferenza dei migranti nell’Europa di oggi. Grazie a un gruppetto di giovani francesi, infatti, la Gmg di Cracovia è cominciata già da qualche giorno nella «Jungla» di Calais, l’accampamento abusivo dei richiedenti asilo che dalla Francia premono per varcare la Manica.  

Nonostante i ripetuti tentativi di sgombero da parte delle autorità francesi sono ancora alcune migliaia quelli che vivono nella «Jungla», che si trova non lontano dal porto e dall’imbocco dell’Eurotunnel. E tra quanti offrono assistenza umanitaria in questi campi improvvisati c’è anche Secours catholique, il ramo francese della Caritas. Così tra i ragazzi di Young Caritas dell’Essonne – uno dei distretti dell’Ile de France – è nata l’idea di trascorrere a Calais la settimana precedente alla Gmg di Cracovia. Del resto una Giornata mondiale della Gioventù che ha per tema «Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia» poteva oggi rimanere fuori da un luogo del genere? 

Marion, Fanny, Juliette, Sébastien e Gaëtan sono quindi arrivati a Calais lunedì e vi resteranno fino a sabato 23, quando partiranno alla volta di Cracovia. Accolti dall’equipe del Secours catholique stanno partecipando alle attività che vengono proposte quotidianamente: dai corsi di francese alle attività ricreative per i ragazzi, fino all’aiuto nella stesura delle domande di asilo. Dal diario on line che stanno tenendo sul loro blog, però, è soprattutto l’esperienza dell’incontro e dell’accoglienza reciproca in un luogo così precario l’esperienza che più li sta colpendo. 

«Un gruppo di una quarantina di rifugiati provenienti dal Sudan – scrivono ad esempio – ci ha invitato a fare musica con loro. A turno ciascuno ha proposto una canzone: con una chitarra, alcune armoniche e un tamburo abbiamo proposto alcune canzoni in francese e i sudanesi dei canti tradizionali del loro Paese. Poi abbiamo condiviso il pasto di mezzogiorno: riso con dei ceci, carote…». Entrare nella «jungla» di Calais significa incontrare una ad una le storie di queste persone: «Abbiamo visitato una famiglia siriana – raccontano i giovani dell’Essonne sempre nel loro diario -. Solo alcuni di loro sono riusciti a passare in Inghilterra versando ai passatori una somma di tredicimila sterline. Sono stati molto felici della nostra visita e ci hanno offerto del succo d’arancia da bere». 

Proprio la misericordia scoperta nell’accoglienza fraterna offerta loro da chi non ha praticamente più nulla è il tratto più ricorrente nei racconti dei ragazzi: «Siamo tornati dagli esuli kuwaitiani che avevamo incontrato lunedì per condividere un pasto preparato da loro – scrivono ancora -. Siamo sempre più stupiti nel vedere come delle persone che vivono in queste condizioni siano così generose e ospitali con noi». 

La misericordia che trova misericordia, anche nell’ambiente durissimo di Calais. Ed è quando il gruppo dell’Essonne racconterà anche a tutti gli altri ragazzi una volta arrivati a Cracovia. Caritas Internationalis li ha infatti invitati a portare la loro testimonianza nel pomeriggio di mercoledì 27 nella parrocchia di San Giuseppe all’incontro dei giovani del mondo con il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente delle rete degli organismi ecclesiali di solidarietà. Marion, Fanny, Juliette, Sébastien e Gaëtan porteranno lì la voce dei coetanei conosciuti durante questa settimana a Calais; per capire insieme che la Gmg di Cracovia per essere vera ha bisogno anche di loro. 

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