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Perché agiamo in un certo modo anche se sappiamo che è sbagliato?

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Alcune riflessioni sulla doppia morale

di Sebastian Campos

Sebbene al giorno d’oggi il telefono sia qualcosa di necessario, dobbiamo riconoscere che molte persone sono diventate dipendenti dai social network e da varie applicazioni. Ma al di là della dipendenza, la cosa che ci preoccupa e su cui vogliamo riflettere è che ci sono delle abitudini che sappiamo essere sbagliate, ma che le tolleriamo ugualmente.

Immagino che dopo aver visto il video tu abbia subito pensato a quante volte ti sei comportato in questo modo. Sarà che forse ci succede la stessa cosa, in altri aspetti della nostra vita?

Molte volte ci comportiamo come persone dalla doppia vita, cioè dalla doppia morale. Per morale intendiamo l’insieme di norme e costumi che vengono considerate positive per determinare il comportamento delle persone (in particolare la morale cristiana che è immersa nell’amore per il prossimo e per Dio). Ma alla fine siamo costretti ad ammettere tristemente che predichiamo una cosa e ne facciamo un’altra; ovviamente alcuni lo fanno in modo più spudorato di altri.


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Questo potrebbe scoraggiarci e farci sentire ipocriti (o circondati da ipocriti), portandoci a guardare il lato negativo della situazione e a pensare che tutto è perduto, che predichiamo una cosa e non ci sforziamo affatto di metterla in pratica. Oppure potremmo guardare questa realtà con speranza, confidando che in fondo cerchiamo tutti il bene, desiderando che gli altri conducano una vita corretta e che, sebbene noi siamo fragili, vogliamo che chi ci circonda abbia una vita integra.

È un punto fondamentale della nostra vita di fede. Ci accostiamo all’Eucaristia e ai sacramenti, e siamo persone pie e di preghiera; ma se dentro di noi abbiamo sentimenti e pensieri che ci portano a compiere azioni che sono distanti da ciò che proclamiamo, che senso e quale valore ha tutto ciò che facciamo?

La vita moralmente corretta che siamo invitati a condurre non è un mero accessorio della spiritualità, ma è fondamentale per comprendere la nostra identità di figli di Dio. La nostra intenzione di fare il bene è una conseguenza del fatto che siamo creati con una legge naturale innata nel nostro cuore, non è una conseguenza di una lista di comandamenti rispettati. Fare il bene è il risultato di questa relazione d’amore.

Tuttavia la questione morale è secondaria, la cosa principale è l’amore. Se ami Dio, ami te stesso e ami il tuo prossimo, quasi non è necessaria una lista di norme e costumi da rispettare, perché il resto verrà di conseguenza. Per tornare all’esempio del video, perché è necessario evitare di usare il telefono a tavola? Lo facciamo perché papà lo proibisce oppure perché vogliamo bene alle persone che sono sedute vicino a noi e vogliamo condividere del tempo con loro? E applicando questo principio alla nostra vita, perché vogliamo fare il bene? Perché Dio lo indica nei suoi comandamenti oppure come risposta di amore e gratitudine per tutto il bene ricevuto?

Essendo fragile, l’essere umano ha bisogno di alcuni punti di riferimento per non perdersi lungo il cammino. Il problema è che spesso questi punti di riferimento sono lontani e per raggiungerli prendiamo delle scorciatoie.

Nella prossima pagina alcune delle “scorciatoie” più comuni che ci fanno cadere nella doppia morale.

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