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Buttiglione critica i «sapienti» che non capiscono Amoris laetitia

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Lo scorso 30 maggio il filosofo cattolico Rocco Buttiglione, con un’ampia intervista a Vatican Insider, spiegava perché l’esortazione apostolica Amoris laetitia sul matrimonio e la famiglia, compresi i passaggi possibilisti sull’accesso all’eucaristia per i divorziati risposati – dopo attento discernimento e senza alcun automatismo – non rappresentasse affatto una rottura con la tradizione precedente ma piuttosto uno sviluppo. Ora, a quasi due mesi di distanza da quella prima presa di posizione, il professor Buttiglione torna sull’argomento, dopo che il dibattito sul testo si è ulteriormente sviluppato. Lo fa dalle colonne del quotidiano vaticano, con un intervento a sua firma.

«Ricordo di aver visto, molto tempo fa – esordisce il filosofo – una vignetta su un giornale francese, credo «L’Aube». Un gran numero di teologi, ciascuno su una collinetta tutta sua, scruta l’orizzonte alla ricerca di Cristo. A valle, dei bambini Gesù invece l’hanno trovato. Lui li ha presi per mano e passeggiano insieme tra i teologi, che non lo riconoscono. I teologi guardano lontano, lui invece è in mezzo a loro».

«Mi veniva in mente questa vignetta di tanti anni fa mentre leggevo alcuni commenti su Amoris laetitia e, più in generale, sul pontificato di Papa Francesco. Il sensus fidei del popolo cristiano lo ha immediatamente riconosciuto e seguito. Alcuni sapienti invece fanno fatica a intenderlo, lo criticano, l’oppongono alla tradizione della Chiesa e in modo particolare al suo grande predecessore san Giovanni Paolo II. Sembrano sconcertati per il fatto di non leggere nel suo testo la conferma delle loro teorie e non hanno voglia di uscire dai loro schemi mentali per ascoltare la novità sorprendente del suo messaggio. Il Vangelo è sempre nuovo e sempre antico. Proprio per questo non è mai vecchio».

«Tenteremo di leggere – continua Buttiglione – la parte più controversa di Amoris laetitia con gli occhi di un bambino. La parte più controversa è quella in cui il Papa dice che, a certe condizioni e in certe circostanze, alcuni divorziati risposati possono ricevere l’eucaristia. Quando ero bambino ho studiato il catechismo per fare la prima comunione. Era il catechismo di un Papa sicuramente antimodernista: san Pio X. Ricordo che spiegava che per ricevere l’eucaristia bisogna che l’anima sia libera dal peccato mortale. E spiegava anche cosa è un peccato mortale. Perché ci sia un peccato mortale sono necessarie tre condizioni. Ci deve essere una azione cattiva, gravemente contraria alla legge morale: una materia grave. Rapporti sessuali al di fuori del matrimonio sono senza dubbio gravemente contrari alla legge morale. Era così prima di Amoris laetitia, continua a essere così in Amoris laetitia e naturalmente anche dopo Amoris laetitia. Il Papa non ha cambiato la dottrina della Chiesa».

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