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La classifica delle 4 Porte Sante di Roma nell’anno del Giubileo della Misericordia

VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images
Pope Francis opens a "Holy Door" at St Peter's basilica to mark the start of the Jubilee Year of Mercy, on December 8, 2015 in Vatican. In Catholic tradition, the opening of "Holy Doors" in Rome symbolises an invitation from the Church to believers to enter into a renewed relationship with God. AFP PHOTO / VINCENZO PINTO / AFP / VINCENZO PINTO (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
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L'estetica conta, ma non è l'unico criterio per valutarle

A mio avviso, le porte ricordano la scena della serie TV Happy Days in cui il protagonista Fonzie doveva ammettere di aver sbagliato ma non riusciva a farsi uscire le parole di bocca. La Porta Santa murata mi sembra un simbolo della barriera tra il nostro orgoglio e la nostra contrizione.

E ora passiamo alle nostre Porte Sante! Per motivi di brevità daremo un’occhiata solo alle “fab four” del papa, ma l’anno non è ancora terminato! Ovviamente l’estetica conta (siamo in Italia!), ma i criteri per stilare questa classifica sono più che altro le informazioni, lo spirito di accoglienza e – per citare il Concilio di Trento – lo “stimolo alla pietà”.

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4) San Giovanni in Laterano

Può ben essere la Porta Santa più antica, e quella della cattedrale di Roma, ma se non fosse per gli instancabili volontari del Giubileo al suo esterno sarebbe difficile da distinguere. Ci sono un piccolo addobbo di fiori di plastica – forse più adatto a uno stand che vende gelati – e un paio di piante in vaso come ornamento. I pellegrini sembrano perplessi sul da farsi perché non ci sono segnali che spieghino le condizioni per ottenere l’indulgenza, né testi di preghiere utili per rendere solenne l’occasione. Al di là del fatto che le porte bronzee realizzate da Floriano Bondini non verranno mai scambiate per le “porte del paradiso” di Firenze del Ghiberti, la prima cosa che incontra il pellegrino entrando è una barriera di legno – non esattamente il miglior simbolo di misericordia. Dall’altro lato, ci sono molti confessori a disposizione, numerosi posti in cui pregare e non appena si oltrepassa la barriera si può ammirare l’affresco di Giotto del primo anno giubilare della storia, dichiarato da papa Bonifacio VIII nel 1300.

3) Santa Maria Maggiore

La Porta Santa di Santa Maria Maggiore non ha alcuna decorazione, ma ha un grande cartello con scritto “Porta Santa”, per cui non ci si può sbagliare. Si trova a sinistra anziché a destra come nelle altre basiliche, e il cancello chiuso subito davanti rende difficile organizzare qualsiasi processione degna attraverso la porta. Anche qui le informazioni sono scarse, anche se i volontari sono sempre lieti di dare una mano. Le porte sono un trionfo del “girl power” passato e presente di Maria – un lato mostra Maria dichiarata “Madre di Dio” nel V secolo, l’altro Maria dichiarata “Madre della Chiesa” nel Concilio Vaticano II nel XX. Non mancano i confessori, ed è difficile immaginare un posto migliore per pregare per le intenzioni del Santo Padre che sotto la Madonna Salus Popoli Romani, dove il pontefice stesso si reca a pregare prima di ogni suo viaggio.

Rom, Sankt Paul vor den Mauern (San Paolo fuori le Mura)

2) San Paolo fuori le Mura

San Paolo saluta i pellegrini stanchi con un’oasi di pace. Erba verde, alte palme e la statua silenziosa dell’Apostolo dei Gentili guidano alla contemplazione. Dopo aver oltrepassato la prima serie di porte moderne, guardate ancora e vedrete le splendide porte bronzee del 1070. Istruzioni chiare in varie lingue fuori alla porta permettono al pellegrino di prepararsi adeguatamente. La soglia è coperta da un tappeto rosso e il pellegrino si avvicina a un altare in malachite con un’alta croce e un’acquasantiera. Siete arrivati. Un po’ più avanti, dopo file di confessionali, c’è la tomba di San Paolo, dove si trovano ulteriori informazioni per l’indulgenza. Dotata di molti bagni puliti, è la basilica più misericordiosa.

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