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Bambini e social media: una lezione su come non essere cattivi online

Pixabay.com/Public Domain/ © Rainer_Maiores
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C'è tutto uno spettro di possibilità tra il silenzio e il vetriolo su Internet. Il nostro compito è trovarlo e insegnarlo ai nostri figli

Era la mattina dell’ultimo giorno di scuola quando mia figlia di 10 anni mi ha passato il cellulare e mi ha detto che c’era un messaggio da parte della mia amica Kristin. E se mio marito ed io le stiamo insegnando che non deve leggere i messaggi indirizzati a noi, quella mattina ho scelto di soprassedere su quella piccola infrazione. Si è rannicchiata vicino a me, subito seguita dal nostro cucciolo. Ancora con il pigiama e i capelli in disordine, era un’interruzione del lavoro calorosa e gradita.

Sullo schermo è apparso il messaggio di Kristin e ho guardato le sue parole ormai fin troppo familiari: Mi prendo una pausa da Facebook. Troppa cattiveria. Ho capito subito cosa intendesse.

È difficile pensare bene del mondo negli ultimi mesi

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente carichi sui social media – elettrici, ma in senso negativo. Le opinioni su tutto, dalla politica alle notizie del mondo, sono state rigide, e le loro espressioni sono sembrate senza filtro. Brutto.

Tutto questo è difficile da gestire per un adulto – quali voci ascoltare, quali commenti filtrare… ­, e posso solo immaginare cosa sembri questa cacofonia ai nostri figli. Spesso pensiamo che i nostri figli siano più preparati a questo tipo di bombardamento digitale perché sono “nativi digitali”, ma la verità è che cercano di trovare un senso a ciò che accade sui social media proprio come facciamo noi – con una buona dose di prove ed errori.

Quella mattina, mia figlia si è sporta verso di me (per poter leggere meglio il mio messaggio!) Potevo annusare il suo shampoo – mela – mentre chiedeva: “Che intende dire?”

Come gestire le chiacchiere e il rumore di Internet?

E così sono stata subito messa di fronte a un importante dilemma: spiegare le chiacchiere e il rumore di Internet e del mondo in generale e spiegare come trovare l’equilibrio mentre si processa l’ampia quantità di informazioni con cui veniamo bombardati ogni giorno. In breve, aiutarla a difendersi dalla cattiveria online rimanendo ancora una forza a favore del bene su Internet. Non possiamo dimenticare che Internet è ora la nostra comunità, e come dovremmo comportarci in quella sede conta quanto conta nella vita reale.

Ho pensato alle possibilità che avevo in quel momento. Potevo liquidare la domanda e reindirizzare la conversazione. Non è necessario che sappia delle discussioni ostili e “gridate” a lettere maiuscole che si verificano online al posto dei tranquilli dibattiti intellettuali che penso tutti preferiamo.

LEGGI ANCHE: Bambini e cellulari: i nuovi “tossici” del XXI secolo?

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