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6 motivi per chiedere preghiere sui social media

Geralt/Myriams - Pixabay PD

Elizabeth Dye - pubblicato il 15/07/16

La tecnologia ha dato un significato del tutto nuovo alle catene di preghiera

La tecnologia ha dato un significato del tutto nuovo alle catene di preghiera. Ecco 6 motivi per avvalersi di questo metodo moderno per richiedere preghiere e postare le vostre richieste perché amici e familiari portino le vostre intenzioni davanti al trono di Dio:

1. La preghiera unisce!

I fedeli di molte religioni valorizzano la preghiera. I credenti pregano! Quando chiediamo preghiere sui social media, offriamo un’opportunità a quanti figurano sulla nostra lista di amici di unirsi nella fede, siano essi cristiani, ebrei, musulmani o altro.

2. Chiedere preghiere è un gesto di umiltà

Può sembrare vero più ad alcuni che ad altri, ma richiedere preghiere – soprattutto in modo pubblico – richiede umiltà. Una richiesta di preghiera rivela che la nostra vita non è perfetta e che noi non siamo perfetti, che non abbiamo tutte le risposte e abbiamo bisogno di aiuto.


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3. La preghiera di intercessione permette agli altri di sentirsi utili

Il desiderio di sentirsi utili e necessari è umano. Guardare una persona cara lottare può provocare sentimenti autentici di impotenza, frustrazione e inadeguatezza. Richiedere preghiere dagli altri offre il dono della partecipazione, un senso di comunità e un obiettivo. Quando mi vengono chieste delle preghiere, mi sento privilegiata per il fatto di poter aiutare in un modo tangibile.

4. Può promuovere una nuova vita di preghiera

Purtroppo la preghiera può ricadere nella categoria “So che ne ho bisogno ma non lo faccio”. Potremmo non portare le nostre intenzioni nella preghiera ma chinare la testa e inginocchiarci per qualcun altro. Il desiderio di aiutare e di mantenere i nostri impegni di preghiera spesso porta a una decina del Rosario che altrimenti non si reciterebbe o a gettarsi nell’adorazione, e le grazie non sono limitate alle persone per le quali stiamo intercedendo – ne usufruiamo anche noi! A volte il modo migliore per ricordarci che dobbiamo pregare è solo pregare – e la preghiera frequente per gli altri può portarci ad avere delle nostre devozioni regolari.

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5. Chiedere preghiere può insegnarci come rispondere alle richieste di preghiera

È vero che bisogna essere umili per chiedere preghiere, ma l’orgoglio è lungi dall’essere l’unico deterrente. Si potrebbero non chiedere preghiere perché non ci si vuole aprire a tutto l’“aiuto” che deriva da un consiglio non richiesto. Una richiesta di preghiera, però, è solo quello. Non è una richiesta di suggerimenti, domande invasive o speculazioni. Occasionalmente potremmo imbatterci in un’intenzione per la quale non ci sentiamo a nostro agio a pregare, ma fortunatamente possiamo dire “Dio, sia fatta la tua volontà per XX”.

6. Possiamo incoraggiare tipi diversi di preghiera

Non è insolito vedere un ringraziamento per le preghiere offerte o il resoconto di una situazione che è migliorata, ma quanti di noi hanno davvero chiesto preghiere di ringraziamento? Io non l’ho fatto. Dovremmo approfittare di questa bella opportunità!

“La preghiera privata è come una canna sbattuta qua e là: se le si dà fuoco provoca molte piccole fiamme, ma riunite queste canne in un fascio e accendetele e otterrete un fuoco potente, che si alza come una colonna in cielo” – San Giovanni Maria Vianney

Elizabeth Dye è moglie, madre che fa studiare i propri figli a casa, figlia, sorella e zia, e vive nel Sud degli Stati Uniti.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
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