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La causa principale dei divorzi non è l’infedeltà. Sapete qual è?

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Catholic Link - pubblicato il 15/07/16

Mischiare le parole denaro e matrimonio è difficile quanto (se non di più di) mettere insieme politica e religione in una riunione sociale. Il video che vi proponiamo oggi mostra – seppur in maniera ironica – un problema reale che esiste in moltissime coppie odierne: si dice di più “mio” e “tuo”, e meno “nostro”.

In effetti il denaro, nella società di oggi, equivale al potere. Ma se imposta come regola di convivenza famigliare, questa frase assume un connotato negativo. Come tutto ciò relativo alle relazioni interpersonali, bisogna considerare le caratteristiche particolari e il contesto in cui si sviluppa la relazione. In questo caso vogliamo concentrarci nelle situazioni in cui non c’è alcun tipo di patologia in nessuna delle due parti (tra cui la ludopatia o la spesa compulsiva), ma solo poco desiderio di condivisione e molta voglia di dominare l’altro.

L’opposto dell’amore è l’egoismo

L’egoismo è il male peggiore che possa insediarsi in una relazione famigliare. Una persona egoista non lo è soltanto in merito ai suoi beni materiali, ma anche nella quantità e qualità dell’amore che può dare alla propria famiglia.  Ad esempio, è molto raro che chi è avaro con il proprio denaro sia generoso con il suo tempo. E spesso i problemi matrimoniali derivano da una personalità completamente incentrata su se stessa. Non si tratta soltanto di condividere equamente il denaro oppure no; bisogna essere generosi in ogni ambito relazionale, tra cui la comunicazione, lo spazio, il tempo, l’attenzione riservata all’altro, l’affetto e il rispetto.


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Quando parliamo di egoismo in termini materiali non dobbiamo pensare soltanto ai problemi dell’altra persona. Se siamo di fronte a qualcuno di molto generoso, potremmo essere noi quelli egoisti. Un esempio di questo è quando una moglie compra cose superflue e senza badare a spese, non riflettendo né su quanti sacrifici siano necessari per guadagnare quei soldi, né tantomeno – ed è peggio ancora – al fatto che quei soldi avrebbero potuto coprire delle spese realmente fondamentali. A questo approccio, che genererà sicuramente dei problemi economici in famiglia, è speculare quello del marito che reputa superfluo ogni desiderio della moglie, non concedendole alcuno «sfizio». Anche chi non vuole ricevere nulla – sia per orgoglio o per altri motivi – agisce egoisticamente, perché non permette all’altra persona di esercitare la propria generosità. E quindi di crescere in questa virtù. Né è tantomeno un atto generoso, ad esempio, quello del marito che dà denaro alla moglie per “comprare” tranquillità, pace o per evitare discussioni.

Essere generosi implica soddisfare le reali esigenze dell’altro. Non è dare i ritagli, ciò che non richiede sforzo, né tantomeno pensare che dare una determinata sia il “male minore”. Né la generosità deve portarci a soddisfare capricci o dare ciò che crediamo sia “sufficiente” per l’altro.

Qual è il modello perfetto di gestione economica in una coppia?

Partendo dal presupposto che entrambi i coniugi siano responsabili e che sappiano dare la giusta priorità tra le varie necessità effettive, consideriamo insieme i seguenti punti:

1. Elaborazione di un bilancio familiare: questo è fondamentale. Se entrambi si mettono d’accordo sulla gestione del denaro – in modo responsabile e cercando sopra ogni cosa il benessere della famiglia – i passi successivi saranno molto più facili da seguire. È importante, se le entrate lo permettono, che ognuno disponga di una quota mensile per le sue spese personali o per degli “sfizi”.

2. Conto in comune: Non importa chi guadagna di più, è una cosa buona che tutto il denaro generato sia depositato in un unico conto corrente bancario, al quale possono accedere entrambi i coniugi (e senza condizioni). Se si imposta il bilancio famigliare in modo corretto, non ci sarà nessun problema ad avere un conto in comune.

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3. Emergenze o spese impreviste: Sebbene già nel bilancio famigliare debba essere previsto un fondo per gli imprevisti, in caso di emergenza i coniugi devono discutere insieme di come affrontarla.

4. Lussi, viaggi e altro ancora: Così come nel punto precedente, quando ci sono dei soldi in più marito e moglie devono decidere insieme come usarli. Di solito accade che chi guadagna di più decide cosa fare con il denaro extra. Ma è molto più sano per il matrimonio che i soldi in più vengano considerati patrimonio della famiglia, e che la coppia discuta del suo utilizzo.


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5. Una generosità che vada ben oltre la famiglia: D’altro lato non bisogna dimenticare che la generosità dovrebbe estendersi anche al di là del matrimonio e del contesto famigliare. Condividere con il prossimo e avere a cuore le sue necessità è un atto d’amore che che rafforza la famiglia, perché cresce nella virtù. E questa è una cosa fondamentale per essere completi. E non bisogna pensare necessariamente a una crociata per eliminare la fame nel mondo. Molto probabilmente anche tra i nostri parenti e amici ci sono molte persone che potrebbero avere bisogno di qualcuno che, generosamente, tenda loro la mano.

6. Valutare correttamente: Un punto chiave di quando si parla del rapporto tra denaro e famiglia è quello di dare valore a ciò che è davvero importante. Cosa ha più valore, accumulare soldi in banca con l’ansia di avere sempre di più – ben oltre i necessari risparmi – oppure usare qualcosina per passare del tempo di qualità in famiglia da qualche parte fuori casa?

Infine, come già detto prima, dobbiamo sradicare dal nostro matrimonio qualsiasi accenno di egoismo. Non ci sono alternative. Come dice David Isaacs nel suo libro Virtudes para la convivencia familiar: «L’egoismo promosso dalla società del consumo, dalla comodità e dall’abbandono deve essere contrastato dalla forza e dell’impegno incondizionato di coloro che agiscono – responsabilmente e generosamente – da figli di Dio. Lì risiede la radice di una buona convivenza familiare».

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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