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Stile di vita

Si può vivere in austerità nel mondo del consumismo?

Catholic Link | Lug 14, 2016

4. Cosa faccio se mi serve?

llorar

Mi lamento? Piango (per quanto possa far sorridere, può succedere)? Ci lamentiamo facilmente, a volte sul serio e altre volte per scherzo, ma principalmente per mostrare che ci manca qualcosa. Dalle cose minime alle cose più serie. Il problema è che in questo modo tralasciamo la gratitudine! Cosa? Essere grato perché mi manca qualcosa? Sì. Se siamo grati – e dico “se siamo” perché tutti noi possiamo dimenticarci di essere grati per tutte le cose che abbiamo – è perché riceviamo qualcosa. Non pensiamo quasi mai che forse se non abbiamo qualcosa… è meglio così. Perché? Non saprei. Con quale scopo? Dovresti chiederlo a Dio.

«Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6: 25,32,33).


5. Se ne abbiamo davvero bisogno… torniamo all’origine!

shopping

Se siamo riusciti a rispondere a ogni domanda… torniamo alla prima. Altrimenti si tratta soltanto di un capriccio: se non ti aiuta nel lavoro, nello studio o nell’apostolato, se l’unica conseguenza della sua mancanza è qualche lamentela… non ti serve.

Quando ho scelto questo sottotitolo, mi è venuto in mente “l’origine”. Essendo nel mondo e avendo bisogno di varie cose (per poter lavorare e studiare meglio e offrire al prossimo una vita più serena), non possiamo andare in giro con una foglia di fico come Adamo ed Eva. Quello che possiamo fare però è di pensare con più semplicità. Se prima – nell’epoca dei nostri nonni o anche dei nostri genitori – si poteva vivere, sopravvivere ed essere felici con molto meno… abbiamo davvero bisogno di ciò che abbiamo per la testa oppure è un’esigenza imposta?


LEGGI ANCHE: Avere molto denaro e tante cose è peccato?


Avvertenze!

1. Possiamo facilmente cadere nell’errore di ingannare noi stessi e gli altri: in tutti i punti menzionati sopra deve esserci sincerità, soprattutto verso se stessi. Perché spesso la nostra coscienza è accondiscendente e non ci pungola neanche un po’. A volte non sarebbe male fare a meno di qualcosa. O perlomeno aspettarla con pazienza.

2. Essere parchi non è sinonimo di non avere nulla: il punto non è “non avere”, bensì ciò che facciamo e come ci relazioniamo con ciò che abbiamo. Ecco perché, se siamo parchi, possiamo tutti vivere virtuosamente pur avendo “molte cose”.

3. Si può facilmente cadere nell’estremismo. Ripeto: non è sbagliato possedere cose. Non commettere l’errore di rinunciare a tutto, finiresti col sembrare sciatto, senza cura per te e chi ti circonda, il lavoro non procederebbe come dovrebbe, non otterresti i risultati sperati nello studio – con danno per l’intera società – ecc. Per evitare tutto questo, rileggi il primo avviso e assicurati di non vivere in una falsa povertà. La disattenzione, la pigrizia e il fariseismo sono in realtà segnali di superbia e di desiderio di essere compatiti.

4. A volte potrà mancarci il necessario. Che sia l’auto, la casa, la camicia o altre cose citate sopra… possono arrivare momenti in cui non abbiamo neanche lo stretto indispensabile. E se mi trovassi senza lavoro? E se non dovessi avere ciò con cui sfamare i miei figli? Se non riuscissi più a pagare i miei studi? Anche in questo caso, ci sono alcuni consigli che sento di darti: ringrazia la povertà che ci identifica con Cristo che – nella nostra fede e preghiera – ci dà i mezzi umani per ottenere ciò che ci manca.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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