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3 consigli su come assistere i malati in questo Giubileo della Misericordia

© MONKEY BUSINESS IMAGES / SHUTTERSTOCK

Catholic Link - pubblicato il 12/07/16

2. Visita gli ammalati, che tu li conosca o meno.

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Conosci la storia del Buon Samaritano. Ma agisci anche tu nella stessa maniera? Quando vuoi aiutare qualcuno, presti attenzione a chi ha bisogno di un amico? Cerchi le persone che si nascondono perché si vergognano della propria condizione o perché sono abbandonate, senza alcuna compagnia?

Le visite alle case di cura illuminano la giornata dei pazienti. I miei genitori portavano il loro Golden Retriever quando visitavano persone in cura. I parenti che andavamo a visitare erano ovviamente contenti di vederci, ma lo erano anche gli altri che non si aspettavano quella sorpresa!   Il nostro cane era amichevole e si lasciava accarezzare da tutti: quando entrava nel corridoio provocava un vero effetto domino di sorrisi!

“E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! La terapia del sorriso. Allora la fragilità stessa può diventare conforto e sostegno alla nostra solitudine”, ci ha ricordato papa Francesco. Se ti senti nervoso all’idea di visitare qualcuno che conosci o di andare insieme alla tua comunità per visitare dei pazienti che non conosci, ricordati le parole di papa Francesco sul sorriso. Porta con te un amico (anche a quattro zampe, se lo permettono).

Può essere difficile visitare le persone care che sono malate, soprattutto se la patologia le sta devastando e hanno un aspetto diverso da quello di prima. Ma ricordati che la persona che ami è ancora lì. Un libro che raccomando a chi ha un caro che sta per spegnersi è Final Gifts. A me l’ha consigliato un’infermiera quando mia nonna era molto malata.

Nel corpo di mia nonna c’era una grave infezione. A volte era la mia nonnina di sempre, altre volte invece era come addormentata o mentalmente altrove. Le sue badanti erano come amiche di vecchia data e potevano comprendere i suoi mormorii meglio di me. Di tanto in tanto ho aiutato le mie zie o le badanti a preparare nonna per andare a letto, e questo veniva fatto con grande compassione. Quando mia nonna non voleva ingoiare le pillole, chi le stava accanto sapeva esattamente come convincerla a prenderle. A volte era necessario un amore un po’ duro, ma è stato per il suo bene. Il mio ruolo era più che altro quello di reggerle la mano.

La mia famiglia è sempre stato di buon esempio quando si trattava di prendersi cura degli altri. È sempre stata onesta con me quando mi ha avvertito che nonna avrebbe avuto un altro aspetto dall’ultima volta che l’avevo vista. I miei parenti facevano a turno per passare la notte con nonna, anche se sapevano che probabilmente non sarebbero riusciti a dormire. L’amavano nello stesso modo di sempre, continuandole a mostrare rispetto.

Testimone di fede nella malattia, mia nonna pregava spesso nel sonno o comunque di notte. Ogni volta che avvertiva un dolore recitava un’Ave Maria. Aveva sempre con sé uno scapolare e un rosario. Nella sua stanza – che aveva tre diverse statue della Madonna – c’era quasi sempre una messa trasmessa dall’emittente televisiva cattolica EWTN. Nonna era circondata – fisicamente e spiritualmente – dalla sua fede. Le persone possono dimenticare nomi e date, ma la fede resta forte. Grazie alla sua fede, la sofferenza non è stata mero dolore, ma è stata redentrice perché piena d’amore. Ha accolto Cristo nel suo dolore, rendendolo qualcosa di bello.

È molto dura veder soffrire le persone che ami, soprattutto quando le ricordi con un’energia totalmente diversa. Per favore, non sprecare l’opportunità di tenere compagnia alle persone che ami, aiuta entrambi.

Immagina tutte le persone che soffrono e che non hanno una famiglia che le possa visitare! Potresti essere anche il loro sostegno. Che si tratti di qualcuno che conosci oppure di qualcuno che non hai ancora incontrato, ho stilato alcuni consigli su cosa fare quando si fa visita ai malati:

Quando visiti persone anziane, porta qualcosa che possa creare una connessione con loro. Potreste entrambi saper lavorare a maglia o cucire con l’uncinetto. Potreste voler vedere un film d’altri tempi insieme oppure leggere un libro ad alta voce. Un mazzo di carte potrebbe essere un modo divertente di passare il tempo. E ricordati che anche la musica è terapeutica: una canzone che ricordate entrambi vi darà la possibilità di cantare insieme e farà sentire l’altra persona ancora parte della comunità.

Se invece il paziente vuole parlare, è meglio che tu stia ad ascoltare. È un’opportunità per conoscerlo meglio, per ridere insieme, mostrare empatia e fargli sapere che ha valore, anche se dovesse ripetere la stessa storia più volte. Succede, e tu sei lì per fargli capire che va bene, non per criticare o giudicare. Prova a farlo ridere e diffondi gioia con il tuo sorriso.

Non dimenticarti di chiedere di pregare insieme! E se non dovesse gradire una preghiera, ricordati di farlo dopo. La tua proposta potrebbe aprire una porta all’evangelizzazione, e potresti essere tu ad imparare qualcosa.

Quando fai visita a qualcuno che ha sperimentato un incidente tragico o una perdita improvvisa, non dire “ti capisco” a meno che tu non abbia davvero vissuto la sua situazione. Se questo è il caso, avete la grande opportunità di sostenervi a vicenda. Altrimenti dì semplicemente che ti prenderai cura di lui, anche se non riesci neanche a immaginare cosa stiano attraversando.

Dà uno sguardo al bollettino parrocchiale e cerca le liste dei membri della parrocchia malati. Visitali, prega per loro oppure manda dei fiori con un messaggio. Potresti mandare un bouquet spirituale, cioè dei fiori o una cartolina con un insieme di preghiere per mostrare che stai pregando per loro e che li stai sostenendo spiritualmente. Ne ho ricevuto uno quando mia nonna ci ha lasciati e sono sicura che possono aiutare molto chi nella tua comunità sta soffrendo, è malato o sta affrontando una scomparsa.

Non dimenticarti di chi ha problemi mentali. È facile parlare di salute fisica, ma le persone possono soffrire anche mentalmente. Questa sofferenza potrebbe essere nascosta, ma ugualmente dolorosa. Se ad esempio conosci qualcuno con una malattia mentale, non dimenticarti di fare visita anche a loro. E se al momento non ti è possibile, sappi che c’è sempre qualcosa che tu possa fare. Potresti sempre chiedere alla loro famiglia o ai loro amici più intimi cosa poter fare per loro. Puoi anche mandare dei fiori, delle lettere, puoi chiamarli e – ovviamente – pregare per loro.

Non esiste un modo unico con cui mostrare amore a chi è malato o ha problemi mentali. Ma c’è una strada che di certo non li farà sentire amati: non fare nulla.

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Tags:
giubileo della misericordiamalatimisericordia
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