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S. Maria Goretti, l’Assassino e la Vendetta di Dio

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Perché in fondo Dio ha un caratteraccio: è geloso e vendicatore (Na 1,2)

Se uno sente parlare di Santa Maria Goretti pensa subito alla purezza, alla castità con tanto di frasi tipo: “mica so’ santa Maria Goretti!” che tradotto significherebbe: “guarda, non so’ santa manco pe’ niente”. Eppure non sono in molti a sapere che non si tratta di una storia di purezza, ma bensì di vendetta! Sì, avete capito bene. Perché questa non è semplicemente la storia di una santa: questa è la storia di un assassino.

La Storia

C’era una volta nelle Marche la famiglia Serenelli.
Era una famiglia con molti problemi: Giovanni Serenelli era alcolizzato, la moglie fu internata in manicomio dove morì pochi mesi dopo aver dato alla luce il piccolo Alessandro. Giovanni rimasto solo col figlio, dovette presto migrare nell’Agro Pontino per via della povertà in cui versavano. Lì furono assunti come mezzadri e conobbero la famiglia Goretti, anche loro provenienti dalle Marche ed anche loro migrati lontano per cercare lavoro.

La Vittima

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La famiglia Goretti (foto da Famiglia Cristiana)

La famiglia Goretti era una famiglia numerosa, composta da Luigi e Assunta ed i loro sei figli. La maggiore si chiamava Maria. Aveva 10 anni quando le due famiglie si conobbero ed iniziarono a collaborare. Era una bambina molto servizievole, dovette rinunciare agli studi e pensare al lavoro ed ai fratelli più piccoli per aiutare la madre, rimasta vedova. Amava pregare il rosario, e nonostante avesse poco tempo, riuscì a frequentare il catechismo per perseguire il suo desiderio di prendere la sua Prima Comunione un anno prima dell’età consueta.

L’Assassino

Alessandro invece era un ragazzo molto timido, taciturno. Era riuscito a frequentare la scuola per un po’ e ad imparare a leggere e scrivere. Era particolarmente attirato dalla vita mondana, dagli spettacoli, da certe riviste che trasmettevano “esempi cattivi”, come dirà lui stesso. Era solito accostarsi a questo tipo di letture, le quali hanno condizionato il suo modo di vedere le cose, di vivere certe passioni.

Maria inizia a crescere ed a diventare oggetto dei suoi desideri e delle sue voglie. Così iniziarono i tentativi di sedurla, ma lei opponeva resistenza e temendo che parlasse con la famiglia, la minacciò di non raccontare nulla altrimenti l’avrebbe uccisa. Ma Alessandro ormai era stato preso da questa passione, e da lì non lo avrebbe più lasciato fintanto non l’avesse sfogata.

Accadde perciò che un giorno, mentre Maria era presa a rammendare una sua camicia, lontani dagli altri, Alessandro tentò di convincerla ad entrare in casa. La ragazza si rifiutò e lui, che già aveva premeditato tutto, la trascinò dentro tentando di stuprarla. Lei disperata tentò di in tutti i modi di ritrarsi. Gli disse che così rischiava di dannarsi l’anima, ma senza sortirne effetti, anzi alterando ancora di più il ragazzo il quale già si era premunito di un punteruolo, proprio nell’evenienza di un rifiuto di lei.

Così Alessandro vedendo che non c’era modo di farla cedere, prese a colpirla violentemente e ripetutamente sulla pancia per 14 volte. Maria viene trovata in una pozza di sangue e portata all’ospedale di Nettuno dove morirà il giorno seguente, dopo lunghe sofferenze.

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La vendetta di Dio!(?)

La Vendetta

Come vi immaginate la vendetta? Probabilmente  la storia di Alessandro Serenelli se la dovessimo scrivere noi da qui in poi, sarebbe più o meno così:

“E così la folla lo linciò e morì di una morte lenta e dolorosa, come la piccola Marietta”

“Dopo questi fatti, venne arrestato ed in carcere soffrì le pene più atroci a causa delle vessazioni degli altri detenuti, finché un giorno non fu ritrovato morto”

“Uscito dopo 27 anni dal carcere, uno dei fratelli di Marietta lo aspettò per poterlo accoltellare sugli stessi punti in cui anni prima colpì la sorella, uccidendolo”

“Dopo il carcere fu emarginato da tutti, e morì di stenti e malato, dimenticato dal mondo”

E così via con altri scenari, sicuramente anche più cruenti e terribili di questi.

Dite la verità, il primo istinto è questo no? E Dio che è giusto dovrebbe fare così. Cioè, quel Dio un po’ alla Zeus e alla Giacomo e Giovanni (gli apostoli, non i comici, anche se pure loro certe risate… XD), che ad una certa je prudono le mani e tacchete! Se fanno scappare un fulmine che arrostisce tutti, perché “ben gli sta a questi infami, cribbio!”. Quanto ce piace ‘sto Dio oh. Finalmente un fetente in meno… tiè!

E invece no! Cioè magari a tanti piace, ma io trovo siano soluzioni banali, vendette per pivelli. Dio è più furbo di noi, Dio non si vendica con le bastonate: Dio si vendica con le carezze.

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