Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 17 Aprile |
Santa Kateri Tekakwitha
home iconNews
line break icon

“In Bangladesh l’Islam dei figli ha tradito quello dei padri”

© Portable soul / Flickr CC

Vatican Insider - pubblicato il 07/07/16

Intervista con il vescovo Gervas Rozario

di Paolo Affatato

Predica la misericordia, ma invita a intervenire con decisione sul sistema di istruzione, soprattutto sul punto decisivo delle scuole coraniche, che instillano l’odio religioso nelle menti dei giovani. Gervas Rozario, vescovo di Rajshahi, è ancora scosso per la strage di Dacca del primo luglio, quando un commando di sette giovani terroristi tra i 20 e i 22 anni ha ucciso 20 ostaggi, nove dei quali italiani. E illustra a Vatican Insider lo iato generazionale nella società: “l’islam di questi giovani ha tradito quello dei padri”.

Come avete reagito a questo atto terroristico?

«Prima di tutto aggrappandoci alle fede. Come cattolici, (siamo 400mila, lo 0,2% della popolazione di 160 milioni di persone), condanniamo la violenza inaudita e la barbarie disumana del terrorismo che ha spregio delle vite umane. Proprio in questo anno santo, invitiamo tutti a lasciarsi toccare e trasformare da valori come la misericordia e il perdono, che sono i tratti autentici di un essere umano. Da cittadini bengalesi, partecipiamo pienamente al lutto in cui è immerso il paese e preghiamo per le anime delle vittime e per le loro famiglie, esprimendo profonda solidarietà. Ma nella certezza che le tenebre non prevarranno».

Come continuerà la vostra missione in Bangldesh?

«La piccola Chiesa bengalese ha celebrato sante messe e continuerà a pregare per la nostra nazione, colpita al cuore, partecipando spiritualmente a questa sofferenza e offrendo a Dio questo tragico momento. Come cattolici bengalesi, il nostro lavoro prosegue nel fare del bene alla nazione attraverso l’apostolato sociale, le scuole, gli ospedali, la Caritas. La nostra missione continua, beneficiando, senza alcuna discriminazione, cittadini di ogni ceto sociale, religione, etnia e cultura, specialmente i più poveri ed emarginati. E, in una nazione a larga maggioranza islamica, ci occupiamo principalmente di curare e assistere cittadini musulmani».

Come è possibile che giovani i buona famiglia diventino killer spietati?

«Vorrei dire che dietro la radicalizzazione di questi giovani c’è un fallimento della famiglia. I genitori non si curano abbastanza dei figli: danno loro solo denaro e vita agiata senza curarsi della loro formazione, idee, mentalità. Li hanno esposti alla propaganda ideologica che ha promesso loro di diventare eroi o di avere il Paradiso, uccidendo. D’altro canto esiste, nella comunità islamica, un chiaro gap generazionale. L’islam dei giovani tradisce quello dei padri: gli adolescenti, obnubilati dalla propaganda jihadista del Daesh (lo Stato Islamico) o di Al Qaeda, disprezzano la visione dei musulmani sufi – aperta, tollerante, accogliente, mistica – che hanno respirato, vissuto e insegnato i loro genitori».

Ma come è avvenuta questa mutazione?

«Attraverso una colonizzazione ideologica di cui oggi si avvertono le conseguenze. Negli ultimi anni sono nate migliaia di scuole coraniche gratuite, le ‘madrase’, che hanno propagato un islam duro e intollerante, in contrasto con la visione diffusasi fin dal XIII secolo nel Golfo del Bengala, influenzato dalle correnti della mistica islamica sufi, ma anche da credenze e tradizioni induiste e buddiste. In queste madrase si fa un vero lavaggio del cervello ai giovani, formandoli a idee radicali. Questo è davvero un problema nazionale che il governo dovrebbe affrontare, monitorando e riformando il sistema di istruzione».

E’ questa, a suo parere, una priorità?

«Secondo me, la questione delle scuole coraniche è un punto decisivo. Ve ne sono di due tipi: le madrase riconosciute e controllate dallo stato, e quelle private, che non ricevono sussidi pubblici e sono indipendenti. Molte di queste, finanziate dall’Arabia Saudita, diffondono un’interpretazione restrittiva dell’islam. Esiste, poi, una galassia, nemmeno censita, di scuole islamiche “fai da te” in case, piccole moschee e quartieri periferici. Snidare l’estremismo si fa, allora, davvero difficile. Dal controllo sul sistema di istruzione passa la possibilità di sconfiggere il terrorismo che è aumentato negli ultimi anni».

Cosa direbbe ai leader islamici del suo paese?

«Molti leader islamici bengalesi che hanno condannato la violenza, e specificato che essa non appartiene all’islam. Ma le parole non bastano: bisogna fare di più nel paese e farlo insieme. Tutte le forze sane, tutte le comunità religiose, devono unirsi, a partire dalle istituzioni, per riportare i valori di pace e tolleranza al centro dell’agenda politica e sconfiggere insieme la minaccia terrorista. La comunità islamica può avere la grande responsabilità e il ruolo di guidare questa rinascita».

Tags:
bangladeshestremismo islamico
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Don Davide conduce la nuova edizione de "I Viaggi del cuore"
Gelsomino Del Guercio
Don Davide Banzato: la fuga dal seminario, l’amore per un&#...
2
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di Dio con questa preghi...
3
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
4
Lucandrea Massaro
“Cosa succede se un prete si innamora?”
5
AUGUSTINE;
Aleteia Brasil
8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai a...
6
MIGRANT
Jesús V. Picón
Il bambino perduto nel deserto ci invita a riflettere
7
Paola Belletti
È cieco chi vede in Isabella solo la sindrome di Down
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni